Matilde Lòpez Garcìa giunse in Italia
con la famiglia accompagnata dalla madre e dal padre
Vicente avvocato di Granada, colui a cui si deve la
conservazione dei manoscritti di Federico affidati dalle
sorelle e dal fratello del Poeta prima di rifugiarsi
negli Stati Uniti durante il periodo Franchista.Per
tutto il tempo della dittatura di Franco non si poteva
parlare di Lorca in Spagna. Molte sue opere erano proibite.
Era imprudente parlare di Federico e rischioso seguirne
le orme come volli invece fare con l’arch. De
Filla negli anni ’60. Dopo la morte di Franco
seguì il ritorno delle sorelle in Spagna alla
Finca de S. Vicente dove si era trasferita, durante
la repressione a seguito della guerra civile e l’assassinio
del Poeta, la famiglia Lòpez per custodire il
patrimonio culturale di Federico; e qui nacque Matilde.
La Finca di S. Vicente che era fattoria e residenza
estiva della famiglia di Federico è ora in parco-museo
curato dalla Deputaciòn Provinciale di Granada
e dalla fondazione Federico Garcìa Lorca cha
ha sede a Madrid.
Direttore del parco-museo è la cugina di Matilde,
Laura Garcìa Lorca attrice americana, figlia
di Francìsco, fratello di Federico e di Laura
de Los Rios entrambi cattedratici della Columbia University.
A Fuentevaqueros nel suo villaggio, nel suo povero villaggio
natale dimenticato volutamente dopo la guerra civile
fino agli anni ’80, la sua casa è rimasta
per decenni priva di indicazioni e non era prudente
chiedere informazioni perché il solo visitarla,
come feci con Luciano De Filla poteva insospettire la
“benemerita” pur abitandovi un affittuario.
Una successiva visita negli anni ’80 con il prof.
Bardi mostrò una Spagna ben diversa. Parenti
e amici del Poeta andaluso facevano a gara per narrarci
episodi, ricordi inediti, e mostrarci luoghi cari al
grande Poeta. Anche le autorità comunali e provinciali
grazie alla presenza dell’avvocato Vicente Lòpez
Jimenez, padre di Matilde, ci furono di grande aiuto
nella nostra indagine Lorchiana. Oggi Federico Garcìa
Lorca non solo non è più al bando in Spagna,
anzi sta assumendo l’aspetto di un vero e proprio
business. La casa natale di Fuentevaqueros che ho rivisitato
da pochi anni è segnalatissima e molto reclamizzata
essendo ora casa-museo voluto dalla Deputaciòn
provinciale di Granada con il Patronato Culturale Federico
Garcìa Lorca. Qui sono raccolte innumerevoli
testimonianze Lorchiane; direttore della casa museo
è il poeta andaluso Juan de Loxa che ha ritrovato
arredi originali della famiglia, manoscritti di Federico,
disegni, appunti, fotografie e manifesti ed anche un
filmato (l’unico) che ritrae il Poeta in una strada
di New York.
Tutto il villaggio sembra vivere con la presenza di
Federico; in ogni angolo si trovano lapidi e insegne
e nella piazza una fontana monumentale, ma di dubbio
gusto progettuale, è stata eretta in onore al
grande Poeta. Ho conosciuto Ana Dalì, sorella
del celebre Salvador nella sua casa di Cadaqués
in Catalogna. Ana Dalì mi ha parlato a lungo,
con appassionata nostalgia, della tenera amicizia che
la legava a Federico mostrandomi foto inedite. Con Matilde
ho visitato la casa di Madrid dove vive Isabel, l’ultima
sorella del Poeta, con il nipote avv. Manuel Fernandez
Montesinos curatore dell’immenso patrimonio culturale
relativo al “fenomeno” Lorca. Una casa piena
di ricordi: il quadro di Salvador Dalì che l’artista
donò a Federico quando erano studenti alla Residencia
de Estudiantes de Madrid ed il pianoforte di Federico
con la sua fotografia; alle pareti della sala da pranzo
moltissimi dei suoi celebri disegni. Ma un soggiorno
emozionante, veramente carico di atmosfera lorchiana
è stato alla Huerta del Tamarit nei sobborghi
di Granada. Negli anni ’80 abitava Clotilde Garcìa
Picossi, zia di Federico e sorella della madre di Matilde.
Nel 1982 ci recammo con il Prof. Bardi accompagnati
dall’amico avv. Vicente Lòpez suo cognato.
Clotilde nonostante l’età avanzata era
una donna ancora piena di spirito e ci narrò
a lungo i ricordi genuini di Federico bambino. Un incontro
unico, irripetibile; ascoltavamo affascinati e seduti
davanti alla porta di casa avvolti nell’intenso
profumo dei gelsomini e violacciocchi e allietati dal
canto dei passeri e dal cinguettio delle rondini…..
La stessa atmosfera l’ho vissuta successivamente
sempre al Tamarit, ereditato da Matilde dopo la morte
della zia Clotilde Garcìa. Sono stato ospite
con la mia famiglia per alcuni giorni in questa casa
immersa nel verde e volutamente lasciata come al tempo
di Federico; stesso arredo, stessa disposizione delle
stanze, stesse suppellettili; pareva di vivere in un
racconto d’epoca. Le giornate scorrevano serene
e tranquille con la famiglia di Matilde e di suo fratello
Bernabé, cattedratico di letteratura araba alle
Università di Madrid e di Tangeri in Marocco.
Federico si recava spesso in questa casa per chiacchierare
con Clotilde e poi successivamente per cercare rifugio
nei giorni del terrore, poco prima del suo assassinio.
Provavo emozione ad alzarmi la mattina con il profumo
intenso di gelsomini che proveniva dalle finestre e
la sera al fresco dopo la consueta “tertulia”.
Il silenzio irreale evocava suggestioni straordinarie;
il canto dei grilli accompagnava la lettura di Matilde
di alcuni poemi raccolti sotto il nome “el divan
del Tamarit”. Successivamente a Viznar nell’agosto
1996 sono stato testimone di un avvenimento emozionante.
Viznar è un villaggio alle porte di Granada dove
il tipografo deputato della CEDA, Ramòn Luis
Alònso ammazzò Federico dopo averlo strappato
con inganno dalla casa dei Rosales in Calle Angulo a
Granada. La Spagna ha voluto commemorare il 60°
anniversario dell’assassinio del Poeta andaluso
in località Alfacar dove è stato realizzato
un suggestivo parco in memoria del Poeta nello stesso
luogo dove venne fucilato: Fuentegrande. E’ stato
un’inaspettato privilegio assistere alla eccezionale
e commovente manifestazione di canto Flamenco della
cantora Carmelina Linares interprete delle note canzoni
di Federico Garcìa Lorca intercalate da poesie
Lorchiane lette da Francìsco Rabal.
Una occasione unica che ha richiamato una massiccia
presenza di spettatori in un ambiente suggestivo allietato,
all’imbrunire, dal gorgoglio dell’acqua
e dal canto dei grilli. Con gli amici Prof. U. Bardi
e arch. L. De Filla volevamo ricordare l’anniversario
della morte di Federico Garcìa Lorca ed organizzammo
scrupolosamente, nel 50° anniversario, un programma
avendo avuto ampio consenso dalla famiglia Garcìa
Lorca che avevamo già impegnata. Tale programma
comprendeva mostre di disegni, recital di poesie con
Arnoldo Foà, (già contattato), con balli
dei ragazzi della scuola di Gassmann e infine la presenza
di Isabel Garcìa Lorca che sarebbe venuta appositamente
in Italia per la prima volta. Avevamo coinvolto anche
l’Ambasciatore di Spagna a Roma che si era dimostrato
disponibile ed entusiasta dell’iniziativa. Interessammo
per questa manifestazione itinerante alcuni comuni della
Toscana. Firenze e Siena non vollero accettare perché
impegnate in manifestazioni più di cassetta.
Altri Comuni interpellati trovarono difficoltà.
Ingenuamente non pensammo di coinvolgere personaggi
di ben altro tipo, cioè quelli che manovrano
i clan pseudopolitico-culturali per cui, dopo tante
illusioni e numerosi contatti ed impegni con la Fondazione
Garcìa Lorca di Granada e con la famiglia l’iniziativa
prima snobbata, poi venne fatta morire in modo miserando.
Conservo gelosamente registrate le interviste con Isabél
Garcìa Lorca, con Vicente Lòpez, con Ana
Dalì e le registrazioni della serata a Viznar
con Francìsco Rabal. Matilde mi invia puntualmente
pubblicazioni spagnole aggiornate con documentazioni
sulla vita e opera di Federico G. Lorca con cassette
di canzoni di vari interpreti Lorchiani.
Recentemente mi ha donato una nuova preziosa edizione
delle note canzoni del Poeta cantate da Argentinita
accompagnate al pianoforte da Federico G. Lorca e registrate
nel 1931. Sono sinceramente grato al prof. Franco Manescalchi
che tramite il Prof. Ubaldo Bardi mi ha offerto la possibilità
di intervenire con 2 incontri-culturali in occasione
del centenario della nascita di Federico G. Lorca; il
1° marzo 1997 al Palazzo di Parte Guelfa (sala dei
Consoli) sul tema “la famiglia e l’ambiente
di Federico G. Lorca” con diapositive, filmato
e al termine di Ruth Cardenas, nota attrice, giornalista,
e poeta boliviana ha recitato alcune poesie di F. Garcìa
Lorca. Il 26 marzo 1998 alla Libera Cattedra di Poesia
in S.Ambrogio con una conferenza sul tema “tappe
Lorchiane – storia per immagini” con proiezioni,
musiche e poesie interpretate da M. Celia Bresciani,
attrice teatrale e impegnata regista uruguayana. All’amico
Arch. Luciano De Filla che ha scatenato in me questo
interesse per Lorca, alla famiglia Garcìa Lòpez
di Granada ed in particolare a Matilde, madrina di battesimo
di mio figlio Federico, ai prof. Manescalchi e Bardi,
alle brave interpreti di poesie Lorchiane Ruth e M.
Celia, il mio affettuoso grazie !
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