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La forza della poesia ricerca nell’ambiente Lorchiano - Giorgio Merlini

E’ vero che talvolta le scintille possono scatenare in noi qualcosa di sopito come mi è accaduto quando l’amico e collega arch. Luciano De Filla mi regalò in occasione di un mio compleanno, negli anni ‘60, l’edizione di Guanda con le poesie di F. Garcìa Lorca e, visto il mio interesse ancora in regalo un disco di 48 giri con le poesie lette da Arnoldo Foà. Questi due avvenimenti sono stati l’elemento propulsore che ha scatenato in me interessi inaspettati e profondi fino a contattare studiosi lorchiani come il prof. Bardi e Ian Gibson, interpreti eccezionali come Arnoldo Foà e Francìsco Rabal. Ma soprattutto è nata una profonda amicizia con la famiglia Lòpez Garcìa di Granada e con Matilde (che volli madrina di mio figlio che appunto si chiama Federico).


Tutto quanto parlava di Lorca mi riguardava. Casualmente lessi anche un articolo pubblicato su “La Nazione” da Enzo Tortora che narrava di un incontro a Fuentevaqueros (villaggio natale del Poeta) con la nipote di Federico Garcìa Lorca con la quale il popolare presentatore affermava un certo disinteresse degli spagnoli per la corrida. Scrissi allora di getto una lettera indirizzandola “ alla nipote di Federico Garcìa Lorca –Fuentevaqueros (Spagna)” nella quale contestavo le affermazioni del giornalista affermando invece che la corrida è nel sangue dei veri spagnoli in quanto atavico rituale che appartiene all’essenza del loro spirito. Mi giunse inaspettata una lunga lettera di risposta che segnò l’inizio di un’Amicizia che continua da vari decenni.



Matilde Lòpez Garcìa giunse in Italia con la famiglia accompagnata dalla madre e dal padre Vicente avvocato di Granada, colui a cui si deve la conservazione dei manoscritti di Federico affidati dalle sorelle e dal fratello del Poeta prima di rifugiarsi negli Stati Uniti durante il periodo Franchista.Per tutto il tempo della dittatura di Franco non si poteva parlare di Lorca in Spagna. Molte sue opere erano proibite. Era imprudente parlare di Federico e rischioso seguirne le orme come volli invece fare con l’arch. De Filla negli anni ’60. Dopo la morte di Franco seguì il ritorno delle sorelle in Spagna alla Finca de S. Vicente dove si era trasferita, durante la repressione a seguito della guerra civile e l’assassinio del Poeta, la famiglia Lòpez per custodire il patrimonio culturale di Federico; e qui nacque Matilde. La Finca di S. Vicente che era fattoria e residenza estiva della famiglia di Federico è ora in parco-museo curato dalla Deputaciòn Provinciale di Granada e dalla fondazione Federico Garcìa Lorca cha ha sede a Madrid.


Direttore del parco-museo è la cugina di Matilde, Laura Garcìa Lorca attrice americana, figlia di Francìsco, fratello di Federico e di Laura de Los Rios entrambi cattedratici della Columbia University. A Fuentevaqueros nel suo villaggio, nel suo povero villaggio natale dimenticato volutamente dopo la guerra civile fino agli anni ’80, la sua casa è rimasta per decenni priva di indicazioni e non era prudente chiedere informazioni perché il solo visitarla, come feci con Luciano De Filla poteva insospettire la “benemerita” pur abitandovi un affittuario. Una successiva visita negli anni ’80 con il prof. Bardi mostrò una Spagna ben diversa. Parenti e amici del Poeta andaluso facevano a gara per narrarci episodi, ricordi inediti, e mostrarci luoghi cari al grande Poeta. Anche le autorità comunali e provinciali grazie alla presenza dell’avvocato Vicente Lòpez Jimenez, padre di Matilde, ci furono di grande aiuto nella nostra indagine Lorchiana. Oggi Federico Garcìa Lorca non solo non è più al bando in Spagna, anzi sta assumendo l’aspetto di un vero e proprio business. La casa natale di Fuentevaqueros che ho rivisitato da pochi anni è segnalatissima e molto reclamizzata essendo ora casa-museo voluto dalla Deputaciòn provinciale di Granada con il Patronato Culturale Federico Garcìa Lorca. Qui sono raccolte innumerevoli testimonianze Lorchiane; direttore della casa museo è il poeta andaluso Juan de Loxa che ha ritrovato arredi originali della famiglia, manoscritti di Federico, disegni, appunti, fotografie e manifesti ed anche un filmato (l’unico) che ritrae il Poeta in una strada di New York.


Tutto il villaggio sembra vivere con la presenza di Federico; in ogni angolo si trovano lapidi e insegne e nella piazza una fontana monumentale, ma di dubbio gusto progettuale, è stata eretta in onore al grande Poeta. Ho conosciuto Ana Dalì, sorella del celebre Salvador nella sua casa di Cadaqués in Catalogna. Ana Dalì mi ha parlato a lungo, con appassionata nostalgia, della tenera amicizia che la legava a Federico mostrandomi foto inedite. Con Matilde ho visitato la casa di Madrid dove vive Isabel, l’ultima sorella del Poeta, con il nipote avv. Manuel Fernandez Montesinos curatore dell’immenso patrimonio culturale relativo al “fenomeno” Lorca. Una casa piena di ricordi: il quadro di Salvador Dalì che l’artista donò a Federico quando erano studenti alla Residencia de Estudiantes de Madrid ed il pianoforte di Federico con la sua fotografia; alle pareti della sala da pranzo moltissimi dei suoi celebri disegni. Ma un soggiorno emozionante, veramente carico di atmosfera lorchiana è stato alla Huerta del Tamarit nei sobborghi di Granada. Negli anni ’80 abitava Clotilde Garcìa Picossi, zia di Federico e sorella della madre di Matilde. Nel 1982 ci recammo con il Prof. Bardi accompagnati dall’amico avv. Vicente Lòpez suo cognato. Clotilde nonostante l’età avanzata era una donna ancora piena di spirito e ci narrò a lungo i ricordi genuini di Federico bambino. Un incontro unico, irripetibile; ascoltavamo affascinati e seduti davanti alla porta di casa avvolti nell’intenso profumo dei gelsomini e violacciocchi e allietati dal canto dei passeri e dal cinguettio delle rondini….. La stessa atmosfera l’ho vissuta successivamente sempre al Tamarit, ereditato da Matilde dopo la morte della zia Clotilde Garcìa. Sono stato ospite con la mia famiglia per alcuni giorni in questa casa immersa nel verde e volutamente lasciata come al tempo di Federico; stesso arredo, stessa disposizione delle stanze, stesse suppellettili; pareva di vivere in un racconto d’epoca. Le giornate scorrevano serene e tranquille con la famiglia di Matilde e di suo fratello Bernabé, cattedratico di letteratura araba alle Università di Madrid e di Tangeri in Marocco.


Federico si recava spesso in questa casa per chiacchierare con Clotilde e poi successivamente per cercare rifugio nei giorni del terrore, poco prima del suo assassinio. Provavo emozione ad alzarmi la mattina con il profumo intenso di gelsomini che proveniva dalle finestre e la sera al fresco dopo la consueta “tertulia”. Il silenzio irreale evocava suggestioni straordinarie; il canto dei grilli accompagnava la lettura di Matilde di alcuni poemi raccolti sotto il nome “el divan del Tamarit”. Successivamente a Viznar nell’agosto 1996 sono stato testimone di un avvenimento emozionante. Viznar è un villaggio alle porte di Granada dove il tipografo deputato della CEDA, Ramòn Luis Alònso ammazzò Federico dopo averlo strappato con inganno dalla casa dei Rosales in Calle Angulo a Granada. La Spagna ha voluto commemorare il 60° anniversario dell’assassinio del Poeta andaluso in località Alfacar dove è stato realizzato un suggestivo parco in memoria del Poeta nello stesso luogo dove venne fucilato: Fuentegrande. E’ stato un’inaspettato privilegio assistere alla eccezionale e commovente manifestazione di canto Flamenco della cantora Carmelina Linares interprete delle note canzoni di Federico Garcìa Lorca intercalate da poesie Lorchiane lette da Francìsco Rabal.


Una occasione unica che ha richiamato una massiccia presenza di spettatori in un ambiente suggestivo allietato, all’imbrunire, dal gorgoglio dell’acqua e dal canto dei grilli. Con gli amici Prof. U. Bardi e arch. L. De Filla volevamo ricordare l’anniversario della morte di Federico Garcìa Lorca ed organizzammo scrupolosamente, nel 50° anniversario, un programma avendo avuto ampio consenso dalla famiglia Garcìa Lorca che avevamo già impegnata. Tale programma comprendeva mostre di disegni, recital di poesie con Arnoldo Foà, (già contattato), con balli dei ragazzi della scuola di Gassmann e infine la presenza di Isabel Garcìa Lorca che sarebbe venuta appositamente in Italia per la prima volta. Avevamo coinvolto anche l’Ambasciatore di Spagna a Roma che si era dimostrato disponibile ed entusiasta dell’iniziativa. Interessammo per questa manifestazione itinerante alcuni comuni della Toscana. Firenze e Siena non vollero accettare perché impegnate in manifestazioni più di cassetta. Altri Comuni interpellati trovarono difficoltà. Ingenuamente non pensammo di coinvolgere personaggi di ben altro tipo, cioè quelli che manovrano i clan pseudopolitico-culturali per cui, dopo tante illusioni e numerosi contatti ed impegni con la Fondazione Garcìa Lorca di Granada e con la famiglia l’iniziativa prima snobbata, poi venne fatta morire in modo miserando. Conservo gelosamente registrate le interviste con Isabél Garcìa Lorca, con Vicente Lòpez, con Ana Dalì e le registrazioni della serata a Viznar con Francìsco Rabal. Matilde mi invia puntualmente pubblicazioni spagnole aggiornate con documentazioni sulla vita e opera di Federico G. Lorca con cassette di canzoni di vari interpreti Lorchiani.


Recentemente mi ha donato una nuova preziosa edizione delle note canzoni del Poeta cantate da Argentinita accompagnate al pianoforte da Federico G. Lorca e registrate nel 1931. Sono sinceramente grato al prof. Franco Manescalchi che tramite il Prof. Ubaldo Bardi mi ha offerto la possibilità di intervenire con 2 incontri-culturali in occasione del centenario della nascita di Federico G. Lorca; il 1° marzo 1997 al Palazzo di Parte Guelfa (sala dei Consoli) sul tema “la famiglia e l’ambiente di Federico G. Lorca” con diapositive, filmato e al termine di Ruth Cardenas, nota attrice, giornalista, e poeta boliviana ha recitato alcune poesie di F. Garcìa Lorca. Il 26 marzo 1998 alla Libera Cattedra di Poesia in S.Ambrogio con una conferenza sul tema “tappe Lorchiane – storia per immagini” con proiezioni, musiche e poesie interpretate da M. Celia Bresciani, attrice teatrale e impegnata regista uruguayana. All’amico Arch. Luciano De Filla che ha scatenato in me questo interesse per Lorca, alla famiglia Garcìa Lòpez di Granada ed in particolare a Matilde, madrina di battesimo di mio figlio Federico, ai prof. Manescalchi e Bardi, alle brave interpreti di poesie Lorchiane Ruth e M. Celia, il mio affettuoso grazie !