LO
SPERIMENTALISMO E L'INCANTAMENTO IN ROSANNA SALVADORI
Rosanna
Salvadori, in Estro-verso cielo che è la sua
opera prima, si propone come voce nuova, capace di notevoli
introspezioni e di scandite strutture poetiche in cui
prevalgono l' ambiguità ludica, gli intarsi plurilinguistici
ed una metaforizzazione sofferta ed offerta anche informa
di endiadi.
In effetti, già dal testo introduttivo, che ha
anche funzione di poetica ed in cui si definisce la
poesia
un'effimera armonia, abbiamo sintetizzati molti di questi
elementi nel plurivalente e metamorfico binomio "ninfe/ninfee"
campeggianti sulla carta algida("fredda neve").
Continuamente tesa alla ricerca dell' angelo, del doppio,
la poetessa affronta il suo limbo in tutti gli aspetti
più cruciati e cruciali e lo esprime, di testo
in testo con voce interrotta ed inquieta, come di chi
ne esca dolorosamente, traversandolo.
Derivano da ciò percorsi linguistici (morfosintattici,si
direbbe) che conducono ad itinerari icastici (la notte
insonne, la casa interiorizzata, il filo amaro/amato
delle amicizie, etc.) le cui stazioni -
strutturate con perizia -sono le singole poesie. |
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Se
i fonemi sono per la poesia come i colori per la pittura,
allora le sciarade ( già nel titolo dell'opera),
le aferesi, gli anagrammi, le allitterazioni testimoniano
di un senso fortemente cromatico che ricorda il gusto
innovativo dei vociani e particolarmente di Clemente
Rebora, anche per quella ricomposizione interna prima
etica che estetica e che chiede dunque le parole proprie
del pensiero poetante.
Non manca in Rosanna Salvadori la figura dell'uomo-ponte,
di tradizione nietzscheana, teso sul filo diun acrobatico
equilibrio. Di fatto, la bellissima endiadi "il
filo e la paura" ( da Sul filo) potrebbe avere
per questa opera la valenza di un sigillo.
Si diceva di Rebora, delle "armonie effimere",
allimite della disarmonia, e non a caso la poetessa
afferma "il disaccordo mi è vitale"
perche il caos della vita produce esperienza conoscitiva
e presiede alI' armonia del versus.
Oltre all' ipotesi dei fon~mi-colori si può parlare
del rapporto fra la vita ( dionisiaca e dunque connessa
alla danza ed alla musica) e I' arte ( apollinea, connessa
all' armonia della scultura). Infatti, in Brancusi la
poetessa apre con I' incipit "Scriverò una
scultura di Brancusi" e conclude "Non vedrò
le sculture di Brancusi".
In questa poesia, particolarmente, il lavoro ludico
si configura in ambito futurista-visivo con pienezza
di senso poiché le “simultaneità"
risultano ossimoriche (mentecuore, sognovita, gelocalore,
pugnodita).
AlI' opposto, quando i testi si piegano al lirico le
immagini si aggregano secondo i canoni del surrealismo.
Ad un' apertura lirica (Bollicine frizzanti nellagola/mi
danno il gusto della vita nuova) risponde una chiusura
divaricata (l'impronta d'un macigoo/secca la gola ed
è ancora inverno. In Contrasti). Un testo che
sottolinea in modo magistrale lo spleen della donna
che non accetta la sua condizione coattiva è
Inutile decrescendo dove al decrescendo del verso
corrisponde il ricadere di una piuma spolverata su uno
stesso "mobile nero" .Qui il lavoro femminile”
ha il senso amaro e divertito di una nemesi ciclica
di quel limbo di cui scrivevamo all'inizio.
È chiaro, perciò, che Rosanna Salvadori
fonda la sua scrittura anche sulla sua cultura, ha ben"
chiaro in cosa consista il "pensIero divergente,
quanto inquieti e quanto salvi, tanto che riesce ad
affrontare con felice sintesi la composizione dell'
haiku che non "nasce dal logos, ma dal pensiero
zen che richiede una particolare "capacità
di introspezione" sottolineata in apertura a questa
nota.
Nella seconda parte del libro la poetessa si pone in
questione per intero, trascorre dalla poetica delle
cose e della natura al rapporto tra il profondo ed il
quotidiano. Qui gli anni e gli inganni si fanno più
scoperti ed il linguaggio da metaforico diviene allegorico,
quasi barocco: "gazza mi sento ladra d'obbiettivi/svolazzo
abbacinata senza meta/mentre chel'oro m'attrae com'è
norma/soltanto il canto (forse) avrò per cibo”.
Come il sintagma precedente "il filo e la paura",
"soltanto il canto" è un altro sigillo,
una presa di coscienza di soglia tra I' avere e I' essere.
D' altronde, la poetessa chiude il testo (La gazza nel
canto) con questa consapevolezza (con passo incerto
valico la soglia/fino al canto).
Da questa presa di coscienza emergono alcuni epigrammi
o flashes di grande eleganza, veri e propri
monili dell' oltre metamorfico che apre all' iconicità
apollinea (le gemme all'ombra delle foglie/han occhiali
scuri), al deserto e ad una segreta, larica sensualità
(L'ansia segreta d'un geranio rosa…//s'appagherà
dell 'insipide gocce/di panni sciorinati.), (sul cotto
pavimento d'Impruneta/s'allunga morbido un caldo tappeto;
inteso come persiano e/o gatto).
Il "correlativo oggettivo" diviene più
esistenzialista, riproponendo "il male di vivere"
, in Flora, Fauna e Minerali (L' erba gramigna alligna
fra le viti/linfa vita le succhia senza posa/della mente/ti
lacera le dita).
"Sempre il male di vivere ho incontrato" scrisse
Montale, ricordando Leopardi.
Ma varie sono le forme strofiche, dal versetto alla
ballata che confermano I' eclettismo sperimentale
della ricerca salvadoriana.
Si pensava infatti, con I' autrice, di titolare il volume
Il pensiero della cosa, a conferma di questa componente
attestata sul significante, ma abbiamo poi preferito
all'intro-verso corpo la sua più inquietante
e liberante proiezione: Estro-verso cielo; e tuttavia
in questa forbice divaricata Rosanna Salvadori coltiva
le sue ninfe-ninfee e lascia che le sue isbe si scongelino.
E con queste due metafore delle emozioni contrappuntistiche
affidate alle effimere armonie del verso chiudiamo la
nostra breve premessa lasciandoal lettore la sorpresa
di riscoprire, anche in Rosanna Salvadori, la poetica
dell 'incantamento che il Novecento ha attinto dallo
Stilnuovo e da Dante.
Un incantamento sofferto e, proprio per questo, più
apprezzabile che -per dire col verso della canzone di
Battisti: Tu chiamale, se vuoi, emozioni -si apre ad
un interno, intenso dialogo.
Franco
Manescalchi, Firenze, 7 gennaio 1996 |