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SCHEDE
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A partire dal "Menabò", dove pubblichiamo "saggi" e "profili", per passare a questo schedario colloquiale di Giancarlo Bianchi, che lascia poi spazio alle pagine delle più ampie "recensioni" curate da Alberta Bigagli e (a cui collaborano Giovanna Fozzer, Annamaria Guidi, Liliana Ugolini, Mariagrazia Carraroli, Anna Vincitorio) e agli "inediti e agli "editi" del "Laboratorio" curati da Rosalba De Filippis e Annalisa Macchia, prende così forma un aperiodico elettronico che ci auguriamo guadagni l'attenzione dei nostri amici e dei nostri visitatori.
F.M.
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FUORISACCO Riflessioni conversazionali e schede di Giancarlo Bianchi
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A CUOR LEGGERO
Questa estate nel silenzio delle vacanze, in riva al mare, magari leggendo un buon libro, libero dai veleni della televisione, osservando la natura, ho fatto davvero ordine nei miei pensieri, ho trovato tempo per pregare e vedere Dio in tutte le sue creature. Ho davvero staccato la spina da ogni rumore e frastuono cittadino. Dio è ovunque, certo, ascoltare il silenzio e le sue mille voci, i suoi colori. vedere con occhi nuovi tramonti sempre diversi, la musica del mare, sublime risacca, infiniti granelli di sabbia ad aspettare gli elementi che ne modificano ancora la forma microscopica. Il Volto di Dio come specchio sacro, icona sicura e rassicurante d'oro e d'argento, riflessi infiniti ne trasformano fino a trasfigurarne l'effige. Egli, il Dio assoluto, comunica in questo modo la Sua presenza.
È grazie al silenzio che io ancora una volta ho ritrovato me stesso e la mia anima, ancora una volta il Padre mi ha parlato attraverso il creato e mi ha confermato la certezza di ogni mio limite insieme alla mia non permanenza, ma anche infinita come la Sua luce. Niente avviene per caso a volte anche cose insignificanti rimandano al grande regista dell'universo Egli dal nulla ha dato vita all'universo intero senza fine, infatti. se noi ci spostiamo. siamo sempre al centro del cosmo.
Ancora non hanno inventato la bara con il portabagagli, ecco perchè mi voglio occupare di cose eterne come la vera poesia, lasciare che la voce del cuore parli nel silenzio, appunto. Fermarsi e lasciarsi prendere dal sentimento di meraviglia davanti alle cose più insignificanti. ma proprio per questo importanti, come il volo di un calabrone, o osservare l'attesa di un uccellino multicolori su di un ramo mosso dal vento, osservare ancora la crisalide misteriosa di una farfalla che sarà volata chissadove, libera come un'anima leggera destinata al magico volo.
Insomma, ascoltare il silenzio che cancella vane opinioni e pregiudizi e mette tutto e tutti in una prospettiva nuova, come diceva Madre Teresa di Calcutta :”Il frutto del silenzio è la preghiera, la preghiera porta alla fede, la fede all'amore, l'amore all’azione.” Finalmente sono libero di sussurrare il mio amore a Dio, anche nell'insensata frenesia della vita di oggi.
Marina di Alberese, estate 2006
I FIORI DEL MALE Foglio mensile a cura di Antonio Coppola settembre 2006 - anno 1° n.9
Non capita di trovarsi davanti a oggetti preziosi, oggetti che non hanno prezzo, unici per la soluzione o, risoluzione, simili a origami, piccoli semi di senape destinati a percorsi misteriosi come rivoli di un fiume sacro. Antonio Coppola ha creato " “I fiori del male": in questo numero firme di Barberi Squarotti, Finiguerra, Lenisa, Pacheco, Rago, Salamina, Scarselli, Zagarella.
È una piccola iniziativa nata per amore della poesia, il foglio non prevede abbonamenti e viene spedito in omaggio scrivendo a: Antonio Coppola . C .P. n° 273 San Silvestro 00187 Roma.. È facoltativo e gradito l'invio di francobolli corrispondenti al valore di una normale affrancatura ( ora che è stata soppressa la prioritaria). E' un foglio raffinato, lo stesso Franco Manescalchi è rimasto attratto dal pieghevole in oggetto. la mia, vuole essere una nota a margine della lettura di testi scelti che il foglio raccoglie ed accoglie. Mi preme citare Veniero Scarselli, amico del nostro sodalizio, attento ed autentico poeta: "Io stavo cercando rapito/ solo il germoglio più tenero/ che s'era pudicamente nascosto/ nella tremula nicchia; non volevo/ predarlo o strapparlo al padrone/ ma solo contemplarlo da vicino/ e dare poscia ancora il giusto nido/ al mio impaziente e valoroso Priapo." Versi che ci consegnano il mistero , la luce e la vita della vera poesia.
FALENA E FIAMMA e VITA UMBRATILIS di Donatella De Vincentiis Fazzino Ibiskos Editrice
Le due raccolte poetiche di Donatella mi hanno fatto sperare ancora nel primato dell'anima, della luce misterica dello spirito, causa prima della vita. Cito: "Fui menade danzante attorno al fuoco di Eraclito e il dono di Nike fu l'ebbrezza del volo... vivo in quel tempo mitico, precedente al faticoso divenire..." Come tutti sappiamo, il mito è la veste solenne del mistero e Donatella è una vestale del silenzio che prelude al guizzo di una fiamma o a luce improvvisa dell'illuminazione, o se vogliamo folgorazione. La sua parola esce dal tempo e dallo spazio e trova come per incanto nuove forme di espressione concesse all'anima, alla sua anima, come per Mira Bai, Donatella, voce incantevole e riconoscibilissima, limpida, rompe gli schemi per concludere in un mantra, preghiera che sgorga dalle profondità dell'anima, simile a processo alchemico, opera al bianco appunto, variazioni cangianti arcobaleno: "Amore/ come uno sguardo antico,/ come fluire del fiume/interrotto. " Ed è ancora suo il primato di un canto nuovo che giunge a noi simile a Gayatri, incessante e vero. Concludo con le parole di Paramahansa Yogananda: " Senti scorrere le acque segrete dello Spirito in tutta la vita materiale. Senti la beatitudine divina dello Spirito in te e in tutte le cose". Grazie Donatella, ristoro sicuro e certo della poesia alla sete di poesia. Come direbbe Manescalchi: " noi, inguaribili sognatori, possiamo vivere senza pane ma non senza poesia"
" PORTO FRANCO", collezione di poesia pugliese contemporanea: "Delphinus".
A cura di Angelo Lippo, poeta, saggista di Armando Meoni, critico d'arte, collaboratore a quotidiani, condirettore de il policordo, fondatore e direttore, appunto di Porto Franco, è nata l'omonima serie di pubblicazioni fuori commercio," Porto Franco", collezione di poesia pugliese contemporanea: "Delphinus". Numerosi i titoli e i nomi, pubblicazioni giunte al n° 31: Antonio Romano, Rita Santoro Mastrantuono, Giuseppe Mazzarino, Anna Marinelli, Rita Marinò Campo e, Angelo Lippo. Autentiche perle, oggetti preziosi e raffinati nella grafica e nel gusto, dopotutto il delfino e i righi dorati che ne decorano la copertina lasciano intravedere come dal riflesso del mare riaffiorino conchiglie simili a monili, come la vera poesia, o sotto forma di un guizzo di un pesce, il delfino appunto e una luce dai mille riflessi si infrange e riaffiora instancabile. Concludo con i versi di Lppo: " Stanchi si abbandonano a soste,/in attesa che i sogni non muoiano/ sui bagnasciuga del Tempo."
Infatti, Angelo, la collana che hai creato ci fa sperare ancora nell'immaginazione e nella creatività autentica del sogno, per noi poeti, sacro e vero insomma. Come la poesia autentica che buca la pagina. La tua collana ne è conferma.
CLOTILDE VESCO - Fascio D'erba Varia - Quaderni di Novecento poesia
Versi intrisi di colori e luce, Clotilde riesce a far parlare le cose: "La poesia, anche quella non mia, è il raggio improvviso, inaspettato del Sole che fora le nubi...". Giardino magico di ricami colorati. Numerosi oggetti ci vengono incontro grazie alle sue pagine, quasi a testimoniare tutto il vissuto che prosegue con cammino sicuro, ricco di messaggi sempre nuovi e di significati significanti. Pagine di speranza per nuovi giorni di immaginazione:" Vedrò domani/ le nuove vie/e le vecchie/e le inventate/e le desiderate."
MARIA TERESA LIUZZO - l'ombra non supera la luce A.G.A.R. Editrice Reggio Calabria
Il compianto Peter Russel ebbe a dire: " Maria Teresa è un vero poeta con saggia sapienza espressa in un linguaggio sommamente poetico che mi attrae e mi incanta". Certo non capita tutti i giorni di incontrare perle di poesia, preziose come gocce di rugiada del mattino; è l'incanto che attrae da subito e la sua voce schietta del cuore giunge inaspettata.
Stupore e meraviglia ci sorprende di fronte a una poesia come questa, riconoscibilissima e alta. Cito: "Il buio ara parole, sorge la luna dal canto,/ ebbra è la mente/ nel suo mutare di onde." Certo che l'ombra non supera la luce, come si evince dal costante, incantevole vibrare della sua anima simile a lira, appunto a sette corde.
LA VERA STORIA DI AREZZO a cura di Marco Caneschi di Filippo Nibbi e Piero Greci Collana Chimera Edizioni Frusca dicembre 2005 >br>
"Con questo volume prende il via la collana Chimera nella quale saranno inseriti volumi particolarmente significativi legati alla nostra terra e ai suoi figli, terra intesa come città di Arezzo e come territorio aretino in senso più ampio..." Si tratta di una conversazione fra Nibbi e Greci, testimonianze raccontate in modo scorrevole e piacevole, un libro da leggere tutto di un fiato. Cito da pag. 25, Nibbi:" L'uomo che immagina. Sicuramente esisteva un sogno, una visione, in chi edificò Arezzo. Leonardo, uno del quale si parla parecchio a sproposito, vede la luna e dice: La luna densa e grave...esprime il concetto di densità dei corpi, che puoi tradurre in termini di gravità e nasce la fisica di Newton..." La collana in oggetto, rimanda ai Canti Orfici di Dino Campana. In copertina un disegno di Bajram Mato, insomma un libro che non nasce per caso, ben conforme al suo territorio, alla cultura con la lettera maiuscola, un testo da conservare,e da meditare.
CI VESTIREMO DI VERSI di Patrizia Fazzi edizioni Helicon Collana di poesia i quaderni dell'Airone
"Forse non ci sono parole / per dire la vita / se non quelle che spuntano in cuore / e diventano ritmo." E' un libro di speranza: " resteranno le mie parole/ quando non ci vedremo più." E ancora: " Tutte le parole d'amore/ suonate e cantate/ che sempre ho sentito.
Patrizia, come dice Giorgio Luti nell'introduzione alla raccolta: " Ci vestiremo di versi/ la poesia si farà amore / e ci salverà", fiduciosamente ci introducono in un discorso che deve per forza condurci ad un approdo sicuro che tutti ci riguarda. Un messaggio dunque di fede e di speranza.
NOSTRO QUOTIDIANO DELIRIO di Duccia Camiciotti L'Autore Libri
Nel volume in oggetto, cito: "di musica s'inebria nelle sfere" pag 25, " Come di Hermes dal cuore veloce" pag 27, versi che mi hanno colpito per ovvie ragioni. Come l'amore per l'ambiente, una volta incontaminato. La Camiciotti ricorda, attraverso queste pagine, mitologicamente quello che un tempo era dovunque puro, oggi sono puri solo i territori dell'anima, ma sempre più ristretti. E che dire del regno di Poesia, quello ancora intatto, quello che ancora permane indelebile dentro di noi. Cara Duccia, ti consegno le splendide parole di Hillman : " L'anima media gli eventi, è quella componente sconosciuta che rende possibile il significato. Che trasforma gli eventi in esperienze e che rende i significati densi, è la fucina dei sogni." Un po’ quello che succede quando ci imbattiamo in libri come i tuoi, veri sassi lanciati nello stagno dell'indifferenza verso i valori autentici.
L'ESPERIENZA DELLA PIOGGIA di Stefano Lorefice Campanotto Editore
Stefano Lorefice è nato a Morbegno ( Sondrio), vive e lavora in Francia, cura il diario di viaggio Cosmo Blues Hotel ( www. cbh.splinder.com). Il volume fa parte della collana Zeta Line. Stefano non è alla prima esperienza letteraria, ha precedentemente pubblicato Prossima Fermata Nostalgia-platz, Budapest Swing Lovers e Cosmo Blues Hotel. Il volumetto in oggetto è dedicato al nonno Marco e reca a pag. 45 una poesia dedicata allo stesso, cito:" segue le impronte, i sentieri sulla montagna, / i segni / col passo del quarantaquattro, / da partigiano / e non c'è vergogna nel suo ‘Avevamo paura’."
È un libro che si legge tutto di un fiato, la vita scorre come per incanto nelle vene e l'amore, quello vero, trapassa le barriere del tempo e dello spazio. Diciamo: l'uomo non ha un'anima, è un'anima con un corpo e, credo che la presenza di questa figura ( il nonno) nelle sue pagine sia un fatto vero e tangibile. Mentre leggevo la raccolta pensavo a come queste presenze importanti scorrono nelle nostre vene, vere variazioni del sangue che ci accompagneranno nel vero, oltre la porta del cielo.
UNA PIAZZA IN MEZZO AL MARE di Giovanna Vizzari LietoCollelibri
Il titolo del volume rimanda a un luogo, appunto in mezzo al mare come ad un'isola che non c'è, approdo sicuro di gabbiani inesausti, giunti da chissaddove, per dirla con Tolkien: Feeria, il luogo dove l'immaginazione trova finalmente ancoraggio. Una piazza in mezzo al mare, appunto, cito da pag 10: " I pescatori che stendevano le reti / ad asciugare sul piazzalino / nutrivano il gabbiano Cecco / con l'ala rotta / appiattato al muro del porticciolo. / Dopo la pioggia una fatica / tirar su le nasse, / con il sole luccicava il rame / delle funi, emergeva / il lucore metallifero. Dopo una attenta lettura ci troviamo proprio nel territorio dell'anima, finalmante ritrovata nel profondo di noi stessi: " Io pensavo alla vendemmiaa di settembre, / ai corbelli trainati dal carro, / all'uva fragola che si sfaceva / in bocca, all'umore che usciva / giù dalle strettoie, e mi auguravo / che il tempo passasse come il vento... pag. 52.
Presenze note lungo i filari delle vigne, Pan zufolante e ninfe danzanti a mettere ordine, territori sacri del mito. Versi giunti incontaminati dal sacro che sgorga incessante, ricco di musica e ritmo, lira misteriosa la sua, sorregge il ricamo eterno delle sue pagine al ritmo delle stagioni ,un sublime tepore giunge, alla misura del cuore.
BAR di Alberto Mori Scrittura creativa edizioni
Alberto Mori, nato a Crema, ha pubblicato libri di poesia, saggi, racconti e prose. Effettua reading, installazioni, letture pubbliche, video performance. E' tra i membri fondatori del Circolo Poetico Correnti. Il suo sito web è: www.albertomoripoeta.com.
Leggendo questo suo testo si è certi di avere fra le mani un nuovo e prezioso risultato alchemico, come per la conclusione di un lavoro attento. Dopotutto un buon bicchiere di birra, bianco frizzante, thé, scotch, amaro o vodka, sono attenti risultati conclusivi di procedimenti rigorosi che ci affrancano in quel viaggio fatto di suoni, colori, emozioni e forme che sono sempre attenta ricerca verso nuovi approdi. Archetipi consolidati e certi quelli del Mori, insomma, come per un buon bicchiere di Moet e Chandon, la tua opera"Bar" è per noi cosa certa, racchiusa in mille bollicine spumeggianti. Concludo con alcuni versi tratti dal volume: " La specchiera appena restaurata / permette ora ai clienti / l'autocontemplazione davanti al bancone." Alchimia di immagini, appunto come davanti a un magico specchio di un antico bar.
Spero proprio di incontrarti ancora, Alberto alle nostre Giubbe Rosse, insieme a Manescalchi e offrirti un buon bicchiere di scotch.
L’area di Broca
Semestrale di letteratura e conoscenza
(già “Salvo Imprevisti”)
Gazebo e Gazebo Verde
Collane di prosa e poesia
di Mariella Bettarini e Gabriella Maleti
Come Fenice, l’area di Broca, nata nel ’93 dalle ceneri di “Salvo imprevisti” (ben 56 numeri). Il nome della rivista è riferito alla zona del cervello, posta nel lobo sinistro adibita alle funzioni del linguaggio (dal cognome del medico francese che studiò l’uomo balbettante). Rivista monografica che ospita insieme a testi creativi e letterari, scritti di natura più specificatamente scientifica, psicanalitica, filosofica. Semestrale di letteratura e conoscenza, e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno in tempi più che mai globali dove si pensa per sentito dire e si prende per oro colato quello che i media ci propinano, sempre più confezionato ed etichettato, stili di vita che condizionano anche la cultura attuale.
Ho seguito con attenzione l’attento lavoro di Gabriella Maleti e Mariella Bettarini, anche nelle varie conferenze che organizzano in maniera egregia, puntuale, vorrei essere sempre presente ma spesso la mia agenda non me lo permette. La rivista in oggetto è consultabile al sito: www.emt.it/broca e la redazione è raggiungibile all’indirizzo di posta elettronica: bettarini.broca@tin.it.
Si affiancano al periodico le due collane di prosa e poesia delle edizioni Gazebo e Gazebo Verde, molto raffinate e curate nei minimi particolari, in fondo il gazebo è quel luogo che rimanda ai giardini del nostro immaginario, stagioni, colori, insomma il luogo dell’anima, della nostra anima incorruttibile come questi oggetti da conservare, consultare. La vera poesia e prosa non invecchiano, come direbbe Manescalchi, ma neppure la nostra amicizia viene meno, care amiche di sempre, grazie per tutto quello che fate, che costruite intorno al vostro gazebo, appunto.
Mi preme ricordare di Mariella Bettarini “Balestrucci” Gazebo Verde, un racconto in versi, vero percorso dell’anima, suoni e colori, ci accompagnano verso un nido sicuro, rifugio di queste piccole creature, i balestrucci appunto in viaggio, accompagnati da un dolce garrito, migranti: “il suo fervore/lenisce la nostra stanchezza”, come dice un suo verso, Mariella, fedele al suo impegno, costruisce con questo testo cose certe e approdi sicuri. Insomma una attività culturale consolidata a partire da quel lontano numero unico del 1973 per giungere fino ai giorni nostri con la sua rivista e le due collane cresciute sotto ogni punto di vista.
Senzio Mazza ANACASTA - un'idea d'amore - EDIFIR libr/arsi
"Avevo inciso il tuo nome(...). Non sapevo che era scolpito nell'anima," pag 36. Quello che è scolpito nella nostra parte incorruttibile e profonda, resta indelebile. Viaggio memoriale di un amore possibile soltanto nella vera poesia, viaggio lirico quello del Mazza, verso il sé. "L'amore nasce dal desiderio di creare nuova vita nella bellezza", come ricorda Franco Manescalchi in prefazione. Con questa nuova raccolta poetica, presentata recentemente da Mario Sodi, Mazza consegna una sua interna sintesi lirica e un percorso iniziatico
a tutti coloro che avranno la fortuna di leggerlo. Bellezza, amore, insomma cose certe, pietre angolari destinate a comporre "un'idea d'amore", come evidenzia il sottotitolo. Parole queste che dicono tutto. La copertina del libro si presenta
con un dipinto del maestro Piero Panza. Questa è la sua sesta opera. Ha svolto attività letteraria fin da giovane. Insomma un'altra perla di questa raffinata collana, “libr/arsi”, appunto verso i porti della vera poesia.
Anita Norcini Tosi
Quell’unica perla
(Un percorso sui sentieri dell’anima)
Mir edizioni (www.miredizioni.it)
Dalla prima all’ultima parola il testo in oggetto trova in sé completezza, tutto nasce dalla profondità della parte incorruttibile dell’autrice, vigile ad ogni mutamento profondo, ogni sua parola tende verso l’assoluto.
Fuori dal tempo giunge luce, una vita, si direbbe consacrata a quanto di più autentico vi sia al mondo, i valori di Anita sono quelli di sempre, gli occhi dei bambini, la sacralità della vita, il primato della famiglia, per me solo stupore, io che cammino a vista nelle paludi culturali che veramente sconcertano, se si esclude i pochi amici che puntualmente mi confermano la loro autenticità.
Insomma la nostra autrice, con la sua poesia percorre la strada della vera conoscenza: “Affetti in cammino/ tracciato è il sentiero dell’umana esistenza/ volti amati/ come cipressi/ accompagnano il passo/ l’immagine accende la fiamma illumina a tratti la strada / al viandante smarrito. (pag.18).
La Tosi legge non tra le righe, ma tra le parole, di fatto, essa decifra quella luce misteriosa che tutto illumina, il sentiero, appunto, essa ci conduce per mano sulla strada della vera poesia. Tutto diviene come per incanto risveglio e vita. La sua, è la voce del silenzio, quella voce profonda che tutto riempie: vane opinioni e pregiudizi.
Colgo l’occasione per ricordare alcune parole apparse su un noto quotidiano circa la sua pittura: “ i suoi quadri esprimono un amore smisurato per la sua città (Firenze), tanto che in ognuno di essi viene efficacemente riportato un “Simbolo”. E’ la vita stessa che intesse sia la sua poesia che la sua pittura e nient’altro, solo con il suo magico filo d'oro.
Roberto Gagno
Itinerario
Verso la fonte della fede perduta
Edizioni Feeria Comunità di San Leolino
Panzano in Chianti (FI) e.mail: sanleolino@libero.it
Un manuale d'amore, un breviario da leggere e meditare. Storia di una conversione fatta di tappe mistiche. Uno sguardo inquisitore si trasforma in una meravigliosa " avventura dello spirito: "Entrare nella musica del cantico della Vergine è come entrare nelle meraviglie dell' Universo, "qui Maria dà lezione di teologia, come un fiore che sboccia nello splendore della Sua grazia" pag. 47 e: " ancora :" Per descrivere la Sua grandezza, i teologi hanno elaborato formule di Dio sempre più perfette. In realtà hanno descritto, in modo sempre più sofisticato, .imiti del pensiero umano". pag. 77 "Madre santa, non ; c'è nulla che parli al mio cuore come il tuo silenzio" pag. 111 Verso la"fonte nella fede ritrovata,direi io, un fuoco che cova e fa breccia attraverso l' angolo incontaminato dell'anima di Roberto. Certo, avere fra le mani questo libro ci rende più ricchi spiritualmente, le cose, tutte, assumono nuovi significati e una consapevolezza nuova ci attraversa con "quella fonte del cuore che ha la sua acqua viva nel Dio Rivelato in Gesù Cristo e testimoniato dalla Chiesa(...) quell' itinerario dell'anima", come dice Carmelo Mezzasalma nella quarta di copertina.la sovraccoperta invece ci propone una suggestiva foto del chiostro della Pieve di S. Leonino, sede delle edizioni Feria. Il testo, fa parte della collana "Il granello di senapa” ed è bene introdotto dalle prefazioni di Alessandro Fo e Benedetto Rossi, a conclusione, come sigillo, reca una testimonianza di Don Vittorio Giglio. Gagno, nato in Umbria nel 1939 da molti anni vive a Siena. Ha pubblicato “Il Prato” (Antologia Poetica 1959.1978) (La Ribeca, Siena 1979) e in Crinale (Messapo, Siena 1988) che a sua volta raccoglie le composizioni successive. Dopo un lungo periodo di silenzio, e un singolare cammino di conversione, è tornato a scrivere i testi che compongono il libro in oggetto . Mi sia concesso di aggiungere che Roberto mi ha toccato il cuore, come dice ancora Mezzasalma:"ben al di là di ogni possibile spiegazione intellettuale, psicologica e perfino morale". Inutile ripetere che Dio è amore, lo stesso amore che muove tutto l' universo, infinito come la nostra anima e come la fede, fatta del tessuto dei sogni.
In fondo, anche noi siamo fatti di quel materiale misterioso dei sogni, proprio come il Giuseppe di biblica memoria, la sua parola è dunque davvero un sogno ad occhi aperti.
VINCENZA FANIZZA
Per chi suona la campanella
Biblioteca dell’insegnante
Edizioni Valore scuola Roma coop.ar.l.
Via Leopoldo Serra, 31
Il libro è dedicato alla madre dell’autrice, maestra elementare. “E’ compito insostituibile della scuola e degli insegnanti attraverso l’ostacolo, la promozione della creatività, l’inclusione dei più refrattari, la valorizzazione delle differenze come ricchezza della comunità educante…”” (dalla presentazione di Alessandra Maggi). Si direbbe, dopo un’attenta lettura che la “campanella” suona un po’ per tutti, docenti, alunni, genitori, operatori culturali ecc….
Il volume raccoglie interviste a Cristina Comencini, Chiara Gamberale, Marco Lodoli e Roberto Vecchioni eseguite magistralmente, è il caso di dire, dalla nostra instancabile giornalista. Vincenza scrive per il quotidiano “Il Corriere di Firenze” dove si occupa, appunto di scuola, università e cultura. Collabora con varie riviste culturali e siti internet. Il libro ospita anche un intervento di Idana Pescioli, insegnante fondatrice, presidente del Centro Ricerche Gusias (Gruppo Universitario Studenti Insegnanti Aggiornamento Sperimentazione).
Raccomando la lettura del testo a quanti desiderano saperne di più sul mondo della scuola in tutte le sue forme. Concludo con le parole della nostra instancabile giornalista: Che cosa è dunque questo libro? E’ un paziente, imprevedibile puzzle, realistico e poetico, a tratti surreale. E’ un caleidoscopio di immagini per fermare l’incanto degli anni trascorsi tra i banchi, è un mix di linguaggi diversi per svelare un mondo assai noto ma spesso anche poco conosciuto”.
Antonio Sabetta-
Mondanità-
Lupo Editore
Partendo da una attenta analisi di Franco Manescalchi:” Antonio Sabetta è un giovane poeta salentino che di tempo in tempo va affinando il suo discorso, liberandolo da impacci retorici, approfondendone il senso.” Certo, i confini della poesia di Sabetta sono vasti e sconfinati come la sua mente, come la sua anima. Egli vede con occhi dello spirito orizzonti sconfinati e purissima luce. Spesso nella sua poesia emergono frasi come: ”sono figlio della terra di nessuno,mia leggiadra fanciulla, la voce degli animali,verso l’eterna primavera,voci di Elfi. Insomma, il nostro poeta dopo Memorie, Florilegio e Canti della mia terra, torna a noi con questa corposa opera. Come ebbi a dire in altra occasione, il percorso cristiano della sua poesia ci porta verso quei giorni felici dove finalmente l’uomo vivrà in pace con tutte le forme di vita. Basta così poco per essere felici, a volte gli occhi di una creatura parlano nel silenzio della parte più nascosta di noi stessi. La saggezza di Antonio, poeta forte e maturo ci sprona a riflettere e meditare nel silenzio vero, quel silenzio che parla una lingua remota, la lingua della vera poesia. Mondanità è un tassello ulteriore che Sabetta pone, deciso nella costruzione della sua opera che assomiglia piuttosto a un trattato da seguire per una vita piena, o ad un condensato di saggezza. La sua attenta parola approda finalmente nei porti sicuri, lidi sempre cercati a conforto di ogni dubbio ed incertezza, cito: “vanità delle cose terrene/Etereo soffio/tocco invisibile di Dio.” Il nostro amico e poeta salentino attraverso concetti espressi con forza, forgia una nuova forma poetica, attenta all’eterno divenire come in un crogiuolo della vita, braciere alchemico e vaso incorrotto. Sete di valori eterni, la sua ed ora anche la nostra, noi pellegrini di ogni speranza in viaggio, inesausti verso la sorgente di Mnemosine, con sapienza dosata grazie alle sapienti parole di Antonio Sabetta.
Brizzi Carla e Marco Paola
“Un’ artista che ha dato finalmente libero sfogo alla passione sua più grande nutrita fin da piccola: “il ritratto. E i ritratti Carla li “racconta” con la scultura: prevalentemente bassorilievi, che realizza attualmente in cotto rispettandone le calde tonalità naturali senza aggiungere colore. Una galleria di volti, che è insieme galleria di sentimenti e di emozioni: Carla riesce a superare il limite del tratto visivo per giungere al cuore.” Così si esprime Carmelina Rotundo a proposito di questa insegnante di lingue, direttrice di palestra che suona pure il pianoforte e si dedica anche alla fotografia e alla poesia. Nata a Firenze, risiede attualmente a Scandicci in via Boccherini 3. Purezza nei suoi ritratti, come se il vento caldo dello spirito avesse spazzato via ogni imperfezione, ogni sbavatura. Solo l’essenziale, luce e volo, forme perfette, prima che nella materia, esse hanno preso forma nella fucina interna della sua anima .Opere le sue che muovono verso un solo punto di arrivo. La determinazione nella fede muove le montagne e Carla stupisce anche a distanza di tempo, a quando insieme al babbo Iorio, anch’egli pittore, esponevano nelle sedi più svariate. L’opera della Brizzi, dicevo, stupisce come aurora o tramonto sempre nuovi ed eterni, come nelle foto di suo marito Marco Paola, ingegnere poeta dell’immagine che vede in tutto l’ universo manifesto il manto risplendente del creatore. Dice invece Carla:” pace è nel cuore/di un bambin che nasce, /pace in chi/gli è dintorno e l’ama , /pace nell’animo di chi/ del ben altrui si pasce. Non a caso L’opera di Carla e le foto di Marco trasmettono in chi ha la fortuna di ammirarle una particolare pace, come se giungesse inaspettato un seme divino nel caldo e sacro tepore delle nostre anime.
Della SOALTA’ -
Rivista di Poesia modulare-
Semestrale n°4 12 /’06-
Redazione: c/o Peralta Guglielmo-
Via Corrado Giaquinto 47-
90145 Palermo- email: per. elmo@libero.it-
Tel. 091406860
La rivista accoglie testi di Franca Alaimo, Rossella Cerniglia, Daniela Monreale, Guglielmo Peralta, Ida Rampolla del Tindaro, Elena Saviano, Marcello Scurria, Eugenia Storti. La copertina è di Guglielmo Peralta e la realizzazione grafica di Alessandro Camilleri. Il numero in oggetto è dedicato a Samuel Beckett e a Dino Buzzati nella ricorrenza del centenario della loro nascita. “Aspettando Godot” di Beckett è uno dei testi più profetici di questo secolo, debuttò al Theatre de Babylone, i due vagabondi, personaggi dell’opera pubblicata da Enaudi, nella loro eterna attesa, sono diventati l’emblema della condizione dell’uomo nel ’900. Il testo, com’è noto, diventa il simbolo della condizione umana,di un inesorabile vagabondaggio verso la morte. La rivista è molto curata sotto tutti i punti di vista. Nella quarta di copertina invece si legge una citazione di Dino Buzzati tratta da “ Le notti difficili:”La vita medesima -è l’ultimo grido- il fatto stesso di esistere è una droga potentissima, tutto sta nel non ostacolarla in alcun modo, nel lasciarsi andare. E si sprofonda in un paradisiaco delirio”. Parole che non hanno bisogno di commenti. Concludo questa mia breve nota( insufficiente a rappresentare lo spessore molto corposo del semestrale) con parole profetiche di Peralta tratte dallo stesso periodico :”L’attesa vince sull’insensatezza e sulla rassegnazione e ci fortifica nella ricerca del mistero del senso ( e non, viceversa, del senso del mistero). Perché il senso è un assioma, ed è ciò che il caso non tollera e che l’attesa tende a riportare nell’alveo della ragione.”
Anna Balsamo-
TAJ MAHAL PASSION-
Love story romanzata in versi -
IBISKOS Empoli di A. Ulivieri-
Il Quadrifoglio
Il distacco come per Leyla e Majnun del celebre romanzo di Nezami:” dall’amore traggo il mio alimento da sempre”. Simile a fuoco vivo nel sangue, simile a un seme custodito nel cuore, germoglia nelle sue pagine scritte su una pagina di luce. Riflesso alchemico come in uno specchio adamantino risplende oltre il segreto del suo mistero il volto dell’amato, la distanza della separazione non conta poiché l’anima di Anna oltrepassa i confini di quella che noi chiamiamo morte, per lei trionfo abbagliante e vivo cantando versi nel dolore della separazione:
“tu che sei il tesoro/
sognato dal mio grembo,/
tienimi accesa/
del segreto nostro fuoco/
e palpiteremo/
con le disperse stelle./
Dio lo sentirà nelle misteriose/
sue vene universe/
e indietro tornato/
griderà con noi l’estasi… pag. 14”
A conferma di una nuova tua poesia, ricamo di luce a superare la barriera di tempo e spazio, territori dello spirito posti nel giardino del silenzio di Dio che tutto vigila e ascolta. Invano ho cercato quei tuoi porti sicuri cara Anna dove Amore dimora nel cuore degli amanti e quegli orizzonti che appartengono ai territori oltre le porte del cielo dove alberga una fragranza dolce ed antica, quella del garofano rosa, fiore divino e simbolo dell’amore reciproco:”…il Garofano, è la gioia del giardiniere: ora alla luce deve stare esposto, ora lui dal sole lo protegge…è un silenzioso fiore. ”J. W. Goethe :
“In questa ogni giorno/
più incolmabile distanza/
che è frapposta tra noi,/
il mio amore per te/
illividito inerte/
sembra un cristo staccato dalla croce/
che doloroso giace/
in grembo alla mia passione/
fatta Pietà di marmo/
piegata esangue/
nel pianto… pag. 34”
Non posso esimermi dal citare me stesso che tu a suo tempo citasti, cara Anna in una bella recensione apparsa su Firme Nostre in merito alla mia opera :”Il ramo del primo sole, che bene si addicono al tuo tracciato poetico:”qui il mio testamento:/arrivare dove si comincia”. Poiché nulla è forte come l’amore, allora io dico che nulla è potente come la tua parola, che brucia ed arde da se stessa in un sacro fuoco, vivo nel giardino fiorito del tuo cuore, dove io oggi mi raccolgo in silenziosa preghiera.
Per Sergio Rinaldelli
Via Gordigiani , 60 Firenze
Certo ne hai fatta di strada, il mistero della tua pittura ancora oggi si perpetua. Attraverso la tua opera esso penetra nella nostre anime. Inutile etichettare i tuoi quadri. Oggi più che mai sono convinto che con i mezzi che hai a disposizione tu, a tua volta sei divenuto uno strumento dell' Infinito. Riaffiorano nelle tue opere come per incanto colori eterni, giunti insieme a sacra brezza, la stessa che muove il cosmo infinito. I tuoi messaggi sono sempre attuali ed hanno infinite varianti, dono gratuito di colui che dimora fin dalla notte dei tempi nella tua parte sacra ed incorruttibile. Simile a preghiera, la tua arte , come per magia si pone al di sopra dei frastuoni e della frenesia tecnologica odierna, libera e sicura come la luce del sole quando non trova ostacoli. Dopo il mito e la tua fase alchemica: ho ancora davanti agli occhi la tua Opera al bianco. Riaffiora nei tuoi quadri e approda più che mai nell'universo sconfinato del colore e della forma che dimora in eterne tue stagioni figurative. Porto sicuro che vive nella luce di ogni sacro mistero. Ricordo le tue illustrazioni grafiche per le edizioni di "Hellas", rivista fiorentina di letteratura sul mito e di cui ero redattore, la copertina de " Il giornale del Cennatoio", periodico del Chianti , anche la testata dei primi numeri della rivista Feeria. La tua è una mirabile fusione dove i colori sembrano appartenere a quel regno misterioso posto ai primordi della creazione. Nella mia vita ho visto intere generazioni di idee cadere in polvere. Quando mi soffermo invece sui tuoi quadri comprendo che il regno del nostro corpo di cui ci crediamo i principi, è in realtà la nostra prigione: il cuore, simile ad un braciere, l'astro rosso vivo che palpita nel buio del corpo è animato dalla stessa forza e dallo stesso rigore che determina quei tuoi risultati, frutti di un seme misterioso che diviene come per incanto e nel tuo caso, la tua più recente stagione (mi riferisco alla ultima tua mostra tenutasi al Palagio di Parte Guelfa), come dicevo, un messaggio che perpetua vita e luce attraverso la mediazione della tua anima come un arcobaleno dell'Infinito posto in un cielo cristallino di puro silenzio
MAGNFICAT
Giuseppe Virgadamo
Palladium Editrice
Corleone Palermo 2007
Come se un canto misterioso, il canto cosmico che la Vergine
Maria intonò nel corso della visita a S.Elisabetta nel rispondere al saluto che l’aveva benedetta come Madre del Salvatore.
Il volume di Giuseppe Virgadamo è stato curato da Carmelina Rotundo, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze, giornalista, poetessa e scrittrice.
Ho dato voce al mio silenzio./Al silenzio della notte/ho aggiunto il mio silenzio./ Ho scrutato il cielo/ad occhio nudo,/osservando le stelle;/ ho continuato a cercare/per dare un senso/alla mia esistenza.(pag.69).
L’anima è la fucina dei sogni. E questo volume ci ricorda la nostra parte incorruttibile, sacra ed eterna, ci conferma l’annuncio di un regno che non è di questo mondo e ci mette direttamente in contemplazione del volto di Dio.
I poeti non muoiono/sono astri che brillano in cielo, /sono fiaccole d’immenso splendore. (pag.105).
Dopo la lettura dell’opera, si direbbe che le pagine in oggetto ci trasportino in un sacro giardino, prati incontaminati e ricamati, una bellezza fatta di pura luce adamantina e colori ignoti che solo il regno dello spirito conosce, amore purissimo e luce, sacro oro e argento a separare il vero dalle apparenze, saldo come le porte del cielo.
CHI TI CHIAMAVA, O MADRE?
In ricordo di Concetta Di Stefano Mezzasalma 5 ottobre 1917 - 30 marzo 2004
"I libretti della Pieve" n° 11 a cura di Carmelo Mezzasalma
www.sanleolino.it sanleolino@libero.it
Anche io, leggendo questo prezioso e sofferto libretto ho pianto. Sì, le lacrime a volte sono terapeutiche e liberano come da un sigillo tutto quell'amore e quel dolore fino a trasformarli in mistero e luce dell'anima , balsamo per il cuore. Il testo contiene una lettera che Carmelo
indirizza alla madre, missiva formatasi prima nel cuore del figlio, lettera dettata da una forza misteriosa e mai conclusa, simile a ferita mai rimarginata. Inoltre, il libretto accoglie un poemetto di Mezzasalma ed un ritratto della madre realizzato da Silvano Chellini. Esprimo all'amico fraterno e superiore della Comunità di San Leolino, tutta la mia vicinanza insieme a quella di Franco Manescalchi e di tutto il Pianeta Poesia. E prego il Signore affinchè doni la pace eterna a questa donna meravigliosa che non ho conosciuto ma che pure invece di riflesso conosco attraverso quel figlio che sempre la porta nel cuore, insieme a quella fede ardente che è il vero volto luminoso di Dio che tutti accoglie.
"FOLGORE" DI MORTE E DI OMERTA'
KAOS Edizioni
Isabella Guarino Corrado Scieri
L'allievo parà Emanuele Scieri, ucciso
da nessuno nella caserma "Gamerra" di Pisa
Vi sono regole scritte nei cuori di pietra che il Male ha fatto proprie.
Le maschere che egli assume sono quelle del branco, libero di agire
mentre l'agonia consuma se stessa, nascosta agli occhi di tutti.
Il mentitore si serve di strumenti di omertà e priva di un figlio stupendo
una famiglia. Valori quelli che coincidono perfettamente con altro sangue sparso dalle varie guerre troppo spesso chiamate impropriamente: " Missioni di pace".
LAURA MARIA GABRIELLESCHI
Compagno d'occasione
Poesie 1997-2005
Corymbos Poesia
Edizioni Polistampa
Questo piacevole libro di poesie d'amore ci accompagna nei rivoli segreti del cuore, dove tutto pulsa e trasporta emozioni e amore, insomma una fucina sempre accesa.
La parola della Gabrielleschi si affaccia sulla pagina bianca e ci coglie alla sprovvista,
ci ammonisce con il primato dell'amore, da sempre carta vincente:" I cardini del cuore / Sono ben sigillati" pag.13 e ancora:" I nostri corpi abbracciano / La vita fino al delirio" pag 51.
A questo punto ci viene in soccorso un suo verso chiave a pag.8: "Chissà se in sogno..." A questo punto ci chiediamo se Laura Maria ci accompagnerà ancora per il futuro in quel regno onirico di stupore che ha per confine l'anima che sopravvive nonostante tutto e regna in queste pagine magiche di vera e ardente poesia. Manescalchi in maniera magistrale conferma in quarta di copertina: "L'amore vi si impone". Aggiungo: come un trionfo di purissima luce in mille vibrazioni d'amore.
La luce trasgressiva
Scelta di poesia italiana e straniera
pubblicata su
I FIORI DEL MALE
foglio mensile a cura di Antonio Coppola
Prefazione di Sabino Baronia
pagine 271
casella Postale, 273 San Silvestro Roma
Edizioni Città del Sole
www.cittadelsoledizioni.it
L'impianto del volume è simile ad un affresco affacciato sul pianeta della poesia.
Insieme, noi, appunto del Pianeta Poesia pensiamo da sempre che di pane si può anche fare a meno ma non della poesia, soprattutto di quella autentica e trasgressiva. Noi non abbiamo praticato ingessatura alcuna ai nostri versi, siamo da sempre liberi pensatori e conoscitori della parola e delle nostre anime. Noi ci conosciamo da sempre attraverso le pagine del libro della vita. Caro Antonio, insieme a Franco Manescalchi ti auguriamo ogni bene e ti affidiamo la nostra nuova luce che ci appartiene, spirito di un mondo
di smeraldo, così come tu ci indichi.
Noi quel mondo, appunto lo portiamo ogni giorno nei nostri cuori attraverso la vera e autentica poesia.
IDANA PESCIOLI,
IDANA OLTRE LA PAROLA
EDIZIONI POLISTAMPA PAGINE 460
Idana Pescioli, ha dedicato tutta una vita ad un forte impegno scientifico e culturale fra Università, Scuola e Territorio. Si occupa soprattutto di problemi educativi presso l'Istituto di Pedagogia dell'Università di Firenze.
Il libro in oggetto è una raccolta antologica delle sue poesie a partire dal 1963 ad oggi.
Carmelo Mezzasalma, finissimo critico letterario dice:" Idana Pescioli lancia un grido intensissimo di vera poesia che spesso non teme neppure di trasformarsi in una laicissima, ma quanto religiosa esortazione, con toni tutt'altro che superati, e che in lei ritrovano quella genuinità che i venditori di fumo dei nostri tempi non hanno mai avuto o conosciuto". Giorgio Albertazzi rivolgendosi a lei dichiara :" Ti voglio bene, Idana, e amo le tue poesie, perchè sono il meglio di quei nostri giorni...". La stessa Pescioli a pagina 299 si chiede: " Come in basso così...ha potuto rotolare questo nostro piccolo grande Paese di Natura e Cultura?" E' una bella domanda: siamo tutti in trincea, circondati, ancora oggi. Ma sotto la cenere arde lo spirito incorrotto. Dopotutto la tua vita, la tua opera, Idana, ne è testimonianza,
sei sempre stata un pioniere
attivo ed instancabile, proprio dove
la poesia si incontra con la vita
tu ci ammonisci e ci ricordi quei valori eterni che danno un senso alla nostra esistenza.
MICHELA FRANCO CELANI
PATRIZIA MIOTTO
La stanza dell'orso e dell'ape
Mursia editore pag. 125
Il calvario di una mamma e di una sua bambina, Amy. Il volume tratta di una storia vera, la bimba, affetta da una malattia incurabile viene curata in tutte le maniere sia dalla medicina ufficiale che da quella alternativa.
Ma il brivido che si prova di fronte a questa storia è nell'impotenza di fronte al male, una massa tumorale che, dopo l'operazione
riesplode. Una storia che era meglio
non dovere mai scrivere, un male che per Amy è come una cosa viva e pensante, la sua "ranocchia" che per
sfuggire alle cure e crescere, cambia
spesso la sua forma e natura.
Concludo con le parole della bimba, pronunciate prima di spirare: "Non è che gli angeli mi fanno cadere quando mi vengono a prendere ?"
Io credo che Amy non sia morta,
mentre leggevo queste pagine, la sentivo vicina, mi faceva coraggio,
d'ora in avanti mi rivolgerò a lei
nelle mie preghiere
per i casi difficili dove solo i bimbi
divenuti angeli possono intercedere.
MARIA FUMAROLO
Un grido senza tempo
I libri dei premi
Ali di Aliante 2007
Collana Stravagario Emozionale
www.irenesparagna.it
Una ricerca infinita d'anima e di purissima luce. Se il silenzio di
Maria Fumarolo è la voce dello spirito
inesausto, fiamma accesa che arde oltre il tempo pag.3: " ho fermato il tempo", pag. 16: "parole mai pronunciate". Infatti in Fumarolo vi è il primato della novità, come sorgente inesausta. La sua parola buca la pagina bianca con quella sua luce misterica ed è un'attesa che prelude
la vita dell'anima, o se vogliamo, di quello spirito annunciato da Adolfo Oxilia:" nulla voglio se non che arda", che fa della poesia una fucina, ristoro nel deserto privo di senso per un nuovo percorso a partire dai labirinti dei nostri giorni fino al regno della luce. Concludo con le parole della Yourcenar:" I mali di cui muore una civiltà non sono gli scandali o crimini romanzeschi di cui si appropria la storia popolare, ma la viltà, l'inerzia e l'abbassamento insensibile dello spirito pubblico e della cultura".
LUCIA VISCONTI – Per mano, edizioni Polistampa, Firenze, 2008
Lucia Visconti, attraverso "Per Mano", ci conduce nel regno segreto della sua anima dove tutto è possibile, infatti, come dice la scrittura:" niente è impossibile a Dio", neppure far scaturire questa poesia come da sorgente inesausta, liriche riconoscibilissime, come un dolce canto di una lira.
Dice Manescalchi in quarta di copertina:"...il verso e il racconto sono imparentati da una necessità di dire, umile e illuminante, che va oltre la letteratura, rigenerandola con una visione del mondo che dà un senso d'eterno al quotidiano..."
Cito pag.13 : " La mia carne,/specchio del tuo Golgotha,/è regina /quando sei in trono". Infatti, Carmelo Mezzasalma,finissimo critico letterario dice in prefazione: "Poesia religiosa dunque, ma anche poesia profondamente umana che s'inoltra, con decisione e fermezza, lungo quei sentieri del nostro pellegrinaggio terreno ove è ancora possibile incontrare Colui che parla dal fuoco". Io mi unisco al messaggio di Lucia, che viene dalla voce dello spirito in forma di poesia, divinizzando la sua parola . Il mistero nascosto, detto, anche se indicibile, affonda le proprie radici oltre le porte del cielo, appunto nel fuoco sacro della luce come una dolce, radiosa alchimia.
Luigi Filosa
'a porta
Viaggio nella poesia tra Napoli e Firenze
Ibiskos Editrice di A. Risolo
collana Hibiscos
con allegato CD delle poesie
recitate dall'autore
Luigi mi accoglie alla Marucelliana, insieme a Roberto Maini, Donatella de Vincentiis Fazzino e a Lucia Raveggi, è grazie alla disponibilità della direttrice dott.ssa Maria Prunai Falciani, a persone come loro che è possibile realizzare gli incontri del Pianeta Poesia in una sede così prestigiosa. Così ho letto il libro in oggetto, dono prezioso ed inaspettato dell'autore. Cito dalla premessa dello stesso Luigi: " Poesie dunque, ma non solo: fotografie di vita che fissano le mie riflessioni su tutto quello che succede intorno a me, poesie che danno vita al pensiero, dice Donatella De vincentiis Fazzino in prefazione : "Ciò che colpisce di questa silloge di luigi Filosa, parzialmente in dialetto napoletano,...è il linguaggio immediato e diretto, con sprazzi di fresca ingenuità e l'estrema musicalità del verso, il senso innato dell'assonanza e del ritmo...E proprio aprendo "La porta", varchiamo la soglia di quel mondo interiore vissuto dall'autore come uno spazio circoscritto, un rifugio in cui ritrova se stesso... ". Come dice l'autore: la poesia è fonte di vita da donare al mondo. Una poesia dunque che nasce dal cuore, il cuore di un vero poeta, essa penetra come per incanto nelle fibre più nascoste di tutti noi, fortunati lettori. Il libro termina con: "Viaggio tra Napoli e Firenze" pag. 61, un viaggio dunque alla ricerca di una realizzazione di un nuovo modo di vedere le cose, appunto con un cuore nuovo. Per me è sufficiente sapere che lo incontrerò ancora alla Marucelliana, sarà pronto ad accogliermi, e con me accoglierà tutto il Pianeta Poesia. Gli amici sono fatti così, si incontrano e poi si portano dentro, assieme alla poesia della vita. Concludo con dei versi chiave tratti dalla lirica che da il titolo all'opera, : " E' cosa assai importante./Una cosa che chiusa/ è un mistero,/ aperta / è una speranza. Pag. 11. Insomma, un viaggio nel nostro immaginario alla ricerca,per dirla con parole dell'autore, di un domani migliore.
Mario Lena KOAN Maria Pacini Fazzi Editore
" I koan sono brevi paradossi, rompicapi senza senso, interrogativi, assurde figurazioni letterarie con le quali il pensiero orientale( Buddismo zen)affronta i temi della conoscenza."
pag. 9 Come del resto la vera poesia, quella che ci accompagna ad incontrare avventure sempre nuove. Cito da pag 84: "Non ho nulla di nuovo/da insegnare al mondo./La Verità e la non- violenza/sono antiche come le montagne." M.K.Gandhi. A me sembra che l'autore cerchi di esorcizzare e ripristinare quei contatti con l'universo infinito che la nostra ragione aveva interrotto. Lena dunque ci accompagna nel regno delle sue certezze non analizzabili. Malgrado tutto della vera poesia si può solo prendere atto. Oggi siamo quì, domani non ci saremo più: semplici ombre di un sogno cosmico. Ma oltre l'irrealtà di queste attuali immagini fugaci risplende la realtà immortale dello Spirito. Concludo con le parole di Lena a pag 14: "Sogni/ sopra certezze/frettolosamente affermate.../seducenti angeli custodi/per la memoria,/animatori infaticabili/per le nostre/incontenibili fantasie.
Lo scafandro e la farfalla
Jean-Dominique Bauby
Ed. Ponte alle Grazie
"Il mio corpo? Uno scafandro, ma la mia anima è una
farfalla".Un vagabondo cosmico, così si era definito
Bauby, paralizzato in tutto il corpo dalla Locked-in
Syndrome,egli ha poi trasformato il suo destino in un libro
scritto con l'alfabeto dell'amore. lo aveva dettato a Claude
Mendibil, una ortofonista, usando l'unico linguaggio
rimastogli per comunicare:"il battito delle ciglia",130
pagine di testimonianze in cui evoca dalle profondità del
suo scafandro, un mondo a noi inaccessibile, i suoi ricordi
e sensazioni di prigioniero, come farfalla dentro la sua
crisalide. Tre giorni dopo l'uscita del volume nelle
librerie francesi(1997), Bauby spirava. Concludo con le sue
stesse parole (pag. 23)"C'è nello spazio una chiave per
aprire il mio scafandro?... Bisogna cercare altrove. Ci
vado.
Veniero Scarselli
Genesis
Fiaba della guerra e della pace
Genesi Editrice marzo 2008
www.genesi.org
Una scrittura illuminata e profetica dettata dall'amore che l'autore ha per l'intero cosmo
Cito: "Si è dedicato esclusivamente a una versione moderna del poema epico, in cui l'esplorazione dei problemi esistenziali dell'uomo di oggi si accompagna a una scrupolosa attenzione verso la
nostra tradizione linguistica". Concordo con Sandro Gros-Pietro quando dice in prefazione che Scarselli è un poeta ecologico. Ma vi dirò di più: la sua ricerca è dettata e quasi imposta dall'amore che egli nutre per tutte le forme di vita. Cito da pag. 73:"le felici creature del bosco/non desiderano mai niente altro/che di essere alberi ed erba,/nascere e rinascere dalla terra/anche dopo la morte
dei figli/e i figli dei figli, non essere/nient'altro che humus nutritivo/per le nuove creature, e poi
polvere/dispersa dal vento fra le zolle/secondo il volere di Dio.”
Non c'è niente da aggiungere all'opera di Veniero, concludo con le parole di Gibran:"E se volete conoscere Dio, non siate solvitori di enigmi...Lo vedrete sorridere nei fiori, e sulle cime degli alberi sciogliere carezze". Una scrittura dunque quella di Scarselli che penetra attraverso porte del cuore per giungere come rugiada a dissetare le nostre anime stanche ma felici di una vita che si rinnova all'infinito, come la sua parola.
Anna Maria Volpini
101 SMS d'amore e d'odio
dedicati a chi soffre( e a chi...no)
Ed. Joker
www.edizionijoker.com
Anna Maria Cecconi Volpini ha insegnato per quarant'anni
nelle scuole elementari ed attualmente collabora ai
progetti di scrittura creativa della scuola elementare "J.
Salviati". Con l'opera in oggetto ci propone una raccolta di
autentiche perle. Il testo ci porta per mano nel regno
misterioso della moderna comunicazione. Gli SMS, o per
meglio dire i messaggini, oggi tanto usati e abusati
soprattutto dagli adolescenti, necessari certo ma spesso
troppo essenziali. Per Anna Maria quattro righe secche ma
esaustive.
Il libro riporta in apertura il carme 101 di Catullo: "odio
e amo. Perchè così faccia tu forse domani. Non so, ma
sento che è così e mi tormento."
Dal canto mio non riuscirei ad immaginare il Pianeta Poesia
senza la presenza di lei. Noi le auguriamo di proseguire il suo lavoro con
l'entusiasmo di sempre. Citiamo da pag. 6: "ora lo so quanto
mi manchi/ in questo normale scorrere dei giorni/-vorrei
afferrarti la maglietta, tenerti a me/-perchè non possiedi
il dono dell'ubiquità?”
Maria Rita Bozzetti
MONADE ARROCCATA
ed. Lepisma
www.lepisma.it
E' un libro che piomba come pietra in uno stagno, come dice
l'autrice in una nota d'apertura:"Un libro che paventa la
morte dello spirito" che in realtà non muore mai. Un libro
che scuote fino dalle fondamenta le roccaforti delle nostre
vanità, un testo che irrompe in un mondo come il nostro,
fatto di effetti mediatici spesso vuoti di contenuti e che
hanno la meglio sul buon senso. L'opera della Bozzetti fa
proprie le parole del Vangelo di Giovanni e del Qohèlet.
Cito da pag. 38 :"Questo tu hai amato,/il nostro barattare e
rivisitare tutto,/riaggiustare, riproporre, ricostruire,
ridisegnare,rivivere".
"Li amò fino alla fine".Giovanni(13,1): Maria Rita dunque
trasforma la parola in pura poesia,vede nell'uomo il volto
del Dio incarnato,nel fratello il Cristo e nella croce una
nuova vita.La sua parola è dunque un vero mistero.
Interrogativi profondi e sempre attuali quelli della
Bozzetti.L'autrice ci prende per mano e ci accompagna nel
regno incantato fatto di pura luce, il regno dello spirito,
per farci finalmente contemplare il volto del Dio Gesù,
l'uomo dei dolori che ha dato finalmente un senso al dolore
umano,egli ha compiuto e continua a realizzare meraviglie,
proprio come l'incanto della poesia della nostra autrice.
Sotto nevi di carta
Rosalba de Filippis
presentazione di Marco Marchi
Campanotto Editore maggio 2007
La poesia di Rosalba de Filippis ci consegna e ci conferma il mistero nella sua assoluta certezza, cito da pag 24: "Ti porterò le mie gioie di gazza/luccicanti promesse sfrontate/questo il vento/questa la chiave di volta del sogno/scrigni aperti di scatto/strofinate parole/di incanti".Versi, come certezze, tanta è la forza e la sintesi del messaggio in essi contenuto. Marco Marchi ci ricorda che "la chiamata della poesia spira da dove vuole lei", proprio come il Paracleto, infatti essa visita e possiede chi la accoglie con purezza di cuore e con occhi nuovi, dunque nel caso di Rosalba si tratta di una parola nuova che sgorga come per incanto dalle profondità della sua anima come sigillo di uno spirito nuovo a compimento, come nel caso della sua parola di una trasformazione, appunto in purissima poesia.
Il ponte di Luciano a Barbina
a cura di Michele Gesualdi
Libreria Editrice Fiorentina
maggio 2008
Grazie all'interessamento di Don Milani, il sindaco di
Vicchio fece costruire il ponte sul fosso del Fatino per un
solo bambino: Luciano, un pastorello che tutti i giorni
doveva attraversare un fosso molto pericoloso per andare
alla scuola di Barbiana. Quanti ponti ha edificato don
Lorenzo dal suo paesino sperduto ai piedi del monte Giovi!
Oggi il ponte è stato ripulito dai rovi e restaurato da un
gruppo di scout. Il ponte è visto come una sfida, un
simbolo, un monumento, una conquista del prete profeta
esiliato, del sacerdote degli ultimi e dei contadini
considerati socialmente inferiori addirittura anche dai
contadini delle pianure. Cito da pag. 7:"Aveva camminato
solo per un'ora e mezza nel bosco per essere puntuale alle
otto".Il cuore di don Milani è un cuore che abbraccia il
mondo intero. Il suo spirito edifica ancora oggi nuovi ponti
al grido della sua frase trionfo:"L'obbedienza non è più
una virtù".
Domenico Guarino
Dialogo tra Uomo e Rom
Tascabili Fuori Binario
novembre 2008
www.fuoribinario.org
Fuori Binario, storico giornale di strada dei senza fissa dimora,
fondato nel 1994, pubblica una nuova iniziativa editoriale: "I
Tascabili Fuori Binario". L'autore lavora come giornalista
presso l'emittente radiofonica: "Controradio-Popolare Network".
"Un ex operaio in pensione ed un rom si ritrovano sulla riva del
fiume. L'uomo pesca, il rom piscia. Ne nasce un dialogo, a tratti
surreale, alla fine del quale l'uomo capirà che gran parte delle sue
idee sui Rom sono frutto di luoghi comuni estremamente radicati
nella nostra società. E si scoprirà assai più simile allo "zingaro"
di quanto non avesse in origine ipotizzato". Cito:" Capisci uomo?
Pisciare!
E' bello!Fa bene!Tutti pisciano.Anche i carabinieri". E' possibile
reperire
il volume tascabile in via Gioberti 5r, lato piazza Alberti Firenze.
Dopo aver letto il volumetto mi sento una persona nuova, libera da
ogni pregiudizio.
MICHELA
Fuggita da Satana
La mia lotta per scappare dall'Inferno
Piemme editore
www.edizionipiemme.it
Cito da pag.53 " Vedi, la tua anima è così. C'è una sorgente dove è sempre
pulito, però può arrivare qualcosa dall'esterno che la sporca. Tu dovrai
sempre preservare intatta quella sorgente, in modo che l'acqua sia
perennemente pulita". La storia vera di un'adepta di una potente setta
satanica attiva in Italia: Dai riti di iniziazione alle messe nere, ai
sacrifici a Satana, fino alla decisione di fuggire. Michela è il nome falso
di una persona vera. Il libro si conclude con una citazione di Edith
Stein:"Cercavo l'amore e ho incontrato Gesù". Il nome fittizio di Michela è
un omaggio a San Michele Arcangelo.Lei ha accettato di raccontare tutta la
sua storia: Dalla morte dell'anima fino alla rinascita spirituale a nuova
vita nella comunità Nuovi Orizzonti.
Patrizia Santovecchi
Satanisti
Fatti personaggi rituali e perversioni nel mondo degli adoratori del Maligno
Editoriale Olimpia
Pagg.215 euro 15,50
Soltanto la conoscenza ci dona il dono del discernimento: ” Il satanismo in fondo è anche questo, la morte della speranza. Il ripiegarsi su se stessi convinti che la vita sia soltanto una giungla in cui i più forti vincono sui più deboli” pag.8. Piombo e oro, luce e tenebre, un vasto territorio fatto di pratiche difficili da raccontare. La Santovecchi c’è riuscita(presidente nazionale dell’Osservatorio Nazionale abusi Psicologici), da anni si interessa di ricerca e informazione socio religiosa nel campo della nuova religiosità. Concludo citando le sue parole a pag. 10: ” In Italia il proliferare di culti e sette sataniche, o pseudo tali sta chiaramente dimostrando quanto siano inadeguatii nostri mezzi di controllo e monitoraggio” .
Veniero Scarselli
Trionfo delle anime artificiali
Genesi Editrice Torino
Pagg.77
Euro 10
Un viaggio nel nostro immaginario più profondo, un testo di grande attualità. Questo poemetto non si discute, si accetta e basta, pagine intessute di antica saggezza. Un percorso letterario che assomiglia piuttosto ad una nuova mitologia: ”non c’è niente da fare: è l’Entropia”. Pag.33, la conoscenza che viene direttamente dalle cose e dalla loro dinamica. Non a caso egli vive appartato in un vecchio casolare nelle Foreste Casentinesi. Questo poemetto è un trionfo della vita e della vera poesia.
Armando Santarelli
La montagna di Dio
Un viaggio spirituale al Monte Athos
Rubettino editore
Pag.149 euro 14
La Gerusalemme celeste ha preso forma nelle pagine del Santarelli. Un luogo di rara bellezza, privo di auto, elettricità, radio e televisione. In questo luogo sacro vi è igiene morale ovunque, la vita è scandita dal tempo liturgico, dalla preghiera del cuore e dalla pace interiore. Un libro intenso e misterioso, come misterioso è lo stato divino dell’anima e il suo destino; pagine dunque di purissima cultura della vita. La stessa cosa che ci dice da tempo James Hillman: ” portare la mente dalla testa al cuore”( pag.47)
br>Clara Nistri -
Firenze e me
Corymbos Poesia, Edizioni Polistampa -
Euro 6 pagg. 46
Prefazione di Franco Manescalchi
Una Firenze dove la Poesia trova finalmente ottima collocazione, un libro che diviene oggetto prezioso proprio perché riconoscibilissimo,
una collana particolare in una Firenze dell’anima: la Firenze di Franco Manescalchi, la Firenze dello Spirito e della vera poesia. I disegni che
corredano la pubblicazione sono opera di Roberto Ciabani, dei veri capolavori appositamente creati. Versi come scritti su una pagina della
vita, la stessa vita di Clara che è forza, desiderio, ricerca, ma soprattutto purissimo amore, lei ama Firenze e la sua città risponde. Pagine che rimandano a luoghi universali, forse la Firenze della Nistri non c’ più. Forse quella è la città dell’anima, ma io la trovo in queste meravigliose
pagine di purissima poesia, cito:”Oltre il muro di cinta/un altro mondo.”pag.37
CORRISPONDENZA LETTERARIA
Per un dialogo
Iniziamo questa rubrica ospitando la corrsipondenza letteraria di Giancarlo Bianchi. Chi - dei nostri soci - voglia aprire un suo spazio analogo può farne richiesta.
14 novembre 2006
Caro Giancarlo,
il tuo libro mia ha accompagnato durante l’estate, l’ho portato con me nei miei spostamenti, ogni tanto aprivo pagine già lette per riprovare emozioni provate alla prima lettura e sempre più mi si chiariva il senso e la ricchezza della tua poesia. Ma, in occasione della presentazione di “Come una monodia” l’ho ricercato e riletto e mi sono resa conto di non averti scritto quanto mi abbia dato la lettura delle tue poesie.
Ti mando questa lettera, che spero ti arrivi prima di sabato, spero di sentirti, perché tu sappia che è stato significativo quell’imprevisto nostro incontro in Via Ricasoli, perché mi ha permesso di leggere con attenzione quello che avevo ascoltato alla Martelli.
Molto hanno detto e diranno della tua poesia, io tengo a dirti che la tua parola mi ha trasmesso un grande senso di bellezza e di amore e che, se nel visibile della creazione è racchiuso il mistero di Dio, tu hai saputo dare voce a questo bisogno d’infinito che da sempre è nell’uomo.
Carissimo Giancarlo,
in questo periodo per me molto difficile e travagliato il tuo libro " Come una monodia" è giunto come un balsamo benefico a placare tante incertezze, tante domande. La nostra esistenza è appesa giorno dopo giorno ad un filo sottilissimo ed ogni oscillazione, anche minima, riceve i comandi dall'alto. E' lassù che troviamo e dobbiamo trovare l'origine di tutto e se ci riusciamo è già aver trovato una corazza di forza che doniamo al nostro vivere. Nelle tue liriche questo punto fermo è sempre presente, è importante, è sicuro e ancorato saldamente nel tuo cuore e nel tuo animo come non è facile capiti a tutti. Sei un privilegiato perchè non hai più da porti domande ma solo da lodare Dio e ringraziarlo per questo dono immenso che è la fede. Ogni lirica osanna l'Onnipotente e ogni creatura della natura da lui generata; dal fiore al cielo, al ricordo, al sogno, alla madre, alla moglie ecc... Quest'inno di gloria che si ripete in ogni lirica non stanca però il lettore perchè tu hai usato nell'esporre lo stesso sistema artistico di un pianista che con solo sette note riesce a comporre svariate melodie. Grazie per questo respiro di vita che hai saputo esprimere con tanta semplicità e delicatezza. E grazie per la nostra amicizia
Grazie. Con amicizia,
Caterina Trombetti
Firenze, 20/12/2006
Carissimo Giancarlo,
ho ricevuto il tuo libro e subito ho cominciato a leggerlo, inutile dire come sia inconfondibile il tuo metro ed il tuo esprimerti. Ancora non l’ho finito (perché non è che si legga d’un fiato), però mi hai veramente commosso e mentre ti leggo mi sovviene quel tempo ormai lontano di quando piccolino venivi ad attingere al primo sapere quotidiano e ti rivedo nitidamente: ecco, improvvisamente ti volgevi verso la finestra sul giardino e lì silenzioso pensavi, osservavi distaccato da tutto e da tutti. Quello era il tuo mondo ed io ti lasciavo fare perché conoscendoti sempre meglio, intuivo che in quel momento ti stavi arricchendo e nessuno doveva interrompere quel tuo “silenzio magico”.
Senz’altro eri un alunno particolare ed ora a distanza di tanto tempo penso che già da allora le Muse ti corteggiassero e piano piano ti blandivano, finché tu hai risposto al loro richiamo. O sì, molto bene hai risposto al loro richiamo e nella maniera più positiva, più bella, più concreta. In questo mondo così convulso, disordinato, non è da molti aver trovato il proprio filo, la propria creatività: hai scelto bene il titolo “Come una monodia” perché il tuo è un canto generoso verso il nostro Creatore, verso la natura, verso l’uomo distratto e superficiale di oggi, come allora quando eri piccolino!
Non ho altro da dirti, con l’augurio di buon proseguimento ti abbraccio e ti ringrazio di cuore di ricordarmi sempre affettuosamente.
Giuliana (la tua maestra)
1° giornata di ottobre che per piacevolezza del
tempo atmosferico e la compagnia dedico a
Giancarlo per “quella passeggiata sulle rive
di un Arno in tale occasione “ SERENISSIMO”.
Carmelina Rotundo
Se un giorno all’ improvviso…una gondola navigasse in Arno insieme ai barchetti dei renaioli, ovvero sogno ad occhi aperti, sulle rive d’Arno, di una innamorata di Venezia. Una luna a metà, pallida che attende paziente che una nuova luce la conquisti. Mi piace, mi piace davvero questo tempo di luce, quando…i raggi del sole, vezzosi si abbandonano alla luna, alle stelle. Un minuetto che va trasformando, a piccoli piccoli passi, ad andamento moderato, la visione di tutto l’intorno: i grandiosi, severi palazzi fiorentini che sfilano eleganti sul Lungarno Anna Maria Luisa de’ Medici che ammiro dal basso all’alto (sul tratto della Società Canottieri) stanno per perdere i contorni nella realtà per riconquistarli riflessi nell’acqua dell’Arno oggi” Serenissimo” perché accoglie su onde, appena, appena modulate, la bella gondola che porta il nome di Lady D.( nel ricordo di Luigi Seno detto Gigi Botta) Diana, la principessa vissuta d’amore, nell’amore, per amore. La snella”incredibile imbarcazione della Laguna Veneta ed il suo gondoliere d’eccezione, Emanuele Barletti in canotta a strisce bianche e rosse passano oltre Ponte Vecchio, che in questo minuetto di luce,della prima sera d’ottobre, si è rifatto il look per apparire ancora, ancora più”prezioso ed io, alzando lo sguardo a questo cielo, mi accorgo che la mezza luna ora è lucente. Sognare a Firenze, sognare Venezia, di Venezia e delle sue gondole, questa incredibilmente fantastica, elegante, fantasiosamente asimmetrica,unica imbarcazione nata di ogni colore, divenuta per decreto del Doge, di colore nero ed il cui navigar sulla laguna fu da me descritto tanti, tanti anni fa(mi piace dire in un’altra vita) con parole che Nella Campolmi accompagna con questa invenzione, una idea che reputo”punta di diamante” Nella, per realizzarla non solo è ritornata a Venezia, ma si è rivista anche i dipinti di Cataletto. Se un giorno all’improvviso…i barchetti dei renaioli solcassero la Laguna Veneta…ovvero, sogno ad occhi chiusi sulle rive dell’Arno, di una cittadina del mondo.
Cara Carmelina, è prosa poetica la tua, che tocca veramente il mio cuore ed io ti ringrazio con le belle parole profetiche di F. Nietzche, che facevano da spartiacqua alla copertina dei primi numeri della rivista fiorentina “Hellas, rivista di letteratura sul mito” e della quale sono stato redattore: ”Ancora tutto può toccarmi in sorte: l’aquila della mia speranza trovò una Grecia nuova, pura, salvezza delle orecchie e dei sensi… Laggiù rivolgere la nave più bella delle Muse verso greche contrade.”
Caro Giancarlo Bianchi
Firenze, 30/12/2006
La tua grande dedizione e appartenenza assoluta alla poesia sfocia in questo canto d’estasi. Ti libri e fai librare il circostante: non so se parlare, ma mi sembra proprio opportuno, per quest’opera e a questo punto della tua maturità, di colpo d’ala, di volo pindarico.Le tue non sono ceree ali d’Icaro(uomo di ieri che è più che mai preminentemente quello d’oggi nella sua presunzione illusoria e chimerica, sebbene ambizione inversa), non cadrai a picco, poiché nella tua”nostalgia”, che i critici sottolineano, trovi l’energia della levitazione, il distacco esistenziale tuo e di quanto trascini in elevazione dell’esistenza stessa che ti circonda, in laude al Creatore Supremo. Ti manifesti sulla pagina puro di spirito, predestinato, nella scrittura, come gli asceti rappresentati in una delle fasi del “Trionfo della morte” del camposanto a Pisa, a non soccombere a quel Trionfo ma sulla strada che augurabilmente porta già in terra ad un avanzato stadio contemplativo. Nel termine”monodia” che etimologicamente significa espressione univoca di canto, io trovo per te il significato allargato alla costante del cuore rivolto allo spirito di cui celebra, coraggiosamente, l’essenza in tempi che onorano precipuamente la ragione scientifica fine a se stessa nella conquista pericolosamente allettante e inarrestabile di beni materiali. Hai raccolto, mentre altri le hanno disperse, le istanze letterarie della Firenze degli anni Ottanta e le hai coltivate sino a questo risultato. La tua infatti andrebbe segnalata come poesia preminentemente” fiorentina” contemporanea, frutto d’ambiente, di questo “faro” nel mondo, come direbbe ancora La Pira, in una traccia che, dal grande mistico, si estendeva fino al “vola alta parola” di luziana memoria. Ambedue, Luzi e La Pira, sorprendentemente interpreti e spontanei celebratori della fiorentinità. La tua autonomia, e quindi originalità, sta tutta nell’assenza propria concettuale della poesia che scrivi: Traduci quindi progettuale pur tuttavia insita e congeniale perciò senza mai farsi artificiosa. Infine, avendo da anni occasione di leggere molti libri della piccola editoria, non posso esimermi dal lodare l’editing di quest’opera espressa nella geometria d’un tracciato, d’un percorso che mi fa sentire ospite di una casa le cui stanze appaiono familiari in una planimetria che per affinità (così avrei disposto anch’io tale libro) mi è nota. Ricordando la tua precedente produzione direi che la valva, del passato involucro ermetico ha elaborato a lungo la perla schiudendosi a questo “Come una monodia” limpida cantata che senza fraintendimento ne mostra l’ineffabile sfera specchiante, in letizia, il quasi onirico tuo distacco terreno; non trasloco verso la conquista del Niente ma trascinamento d’ogni cosa verso il porto di una compiuta seraficità.
Con i migliori auguri per ogni speranza.
Anna Balsamo
Firenze, 6/2/ '0707
Carissimo Giancarlo,
in questo periodo per me molto difficile e travagliato il tuo libro " Come una monodia" è giunto come un balsamo benefico a placare tante incertezze, tante domande. La nostra esistenza è appesa giorno dopo giorno ad un filo sottilissimo ed ogni oscillazione, anche minima, riceve i comandi dall'alto. E' lassù che troviamo e dobbiamo trovare l'origine di tutto e se ci riusciamo è già aver trovato una corazza di forza che doniamo al nostro vivere. Nelle tue liriche questo punto fermo è sempre presente, è importante, è sicuro e ancorato saldamente nel tuo cuore e nel tuo animo come non è facile capiti a tutti. Sei un privilegiato perchè non hai più da porti domande ma solo da lodare Dio e ringraziarlo per questo dono immenso che è la fede. Ogni lirica osanna l'Onnipotente e ogni creatura della natura da lui generata; dal fiore al cielo, al ricordo, al sogno, alla madre, alla moglie ecc... Quest'inno di gloria che si ripete in ogni lirica non stanca però il lettore perchè tu hai usato nell'esporre lo stesso sistema artistico di un pianista che con solo sette note riesce a comporre svariate melodie. Grazie per questo respiro di vita che hai saputo esprimere con tanta semplicità e delicatezza. E grazie per la nostra amicizia
con affetto
Leonora Leonori Cecina
Carissimo Giancarlo,
in questo periodo per me molto difficile e travagliato il tuo libro " Come una monodia" è giunto come un balsamo benefico a placare tante incertezze, tante domande. La nostra esistenza è appesa giorno dopo giorno ad un filo sottilissimo ed ogni oscillazione, anche minima, riceve i comandi dall'alto. E' lassù che troviamo e dobbiamo trovare l'origine di tutto e se ci riusciamo è già aver trovato una corazza di forza che doniamo al nostro vivere. Nelle tue liriche questo punto fermo è sempre presente, è importante, è sicuro e ancorato saldamente nel tuo cuore e nel tuo animo come non è facile capiti a tutti. Sei un privilegiato perchè non hai più da porti domande ma solo da lodare Dio e ringraziarlo per questo dono immenso che è la fede. Ogni lirica osanna l'Onnipotente e ogni creatura della natura da lui generata; dal fiore al cielo, al ricordo, al sogno, alla madre, alla moglie ecc... Quest'inno di gloria che si ripete in ogni lirica non stanca però il lettore perchè tu hai usato nell'esporre lo stesso sistema artistico di un pianista che con solo sette note riesce a comporre svariate melodie. Grazie per questo respiro di vita che hai saputo esprimere con tanta semplicità e delicatezza. E grazie per la nostra amicizia
Carissimo Giancarlo,
in questo periodo per me molto difficile e travagliato il tuo libro " Come una monodia" è giunto come un balsamo benefico a placare tante incertezze, tante domande. La nostra esistenza è appesa giorno dopo giorno ad un filo sottilissimo ed ogni oscillazione, anche minima, riceve i comandi dall'alto. E' lassù che troviamo e dobbiamo trovare l'origine di tutto e se ci riusciamo è già aver trovato una corazza di forza che doniamo al nostro vivere. Nelle tue liriche questo punto fermo è sempre presente, è importante, è sicuro e ancorato saldamente nel tuo cuore e nel tuo animo come non è facile capiti a tutti. Sei un privilegiato perchè non hai più da porti domande ma solo da lodare Dio e ringraziarlo per questo dono immenso che è la fede. Ogni lirica osanna l'Onnipotente e ogni creatura della natura da lui generata; dal fiore al cielo, al ricordo, al sogno, alla madre, alla moglie ecc... Quest'inno di gloria che si ripete in ogni lirica non stanca però il lettore perchè tu hai usato nell'esporre lo stesso sistema artistico di un pianista che con solo sette note riesce a comporre svariate melodie. Grazie per questo respiro di vita che hai saputo esprimere con tanta semplicità e delicatezza. E grazie per la nostra amicizia
Gentile Giancarlo Bianchi, Roma1/01/07
Intanto la ringrazio per il suo prezioso dono del libro di poesie" Come una monodia" che ho apprezzato per il linguaggio attento, terso e senza fronzoli. E' una poesia di memoria, di ricordi, dove lei attinge con regalità la purezza sabiana, il tratto della semplicità che non vuol dire "abito dimesso". Certe immagini sono impalpabili ma che lasciano una riflessione prima e dopo la lettura; la sorte delle "dediche" si affinano nell'interiorità dell'altro e ne forma un corso unico col parlante. Ho notato anche qualche dialogo "filtroso" specie quando va alla ricerca di filosofemi che nulla aggiungono a quei grumi profondi di vita che rappresentano l'humus su cui poggiano le assi dei suoi sentimenti. Il pensiero è di far ricorso alle leggi del tempo; unica forte evocazione che spinge e affonda negli enigmi della vita, alla sua poesia. E' il rebus di cui parla Luzi, che è l'universo nella sua casualità. Mi ha fatto piacere che ha scoperto l'originale" I fiori del male " che io curo con dedizione per scoprire poeti di grande sostanza, altrimenti destinati all'oblio. Il "foglio" ha un decalogo che i poeti seguono e se sono in linea mandano i loro testi. Pubblico quei poeti "eversivi" e urticanti che possano dare uno scossone a tanta poesia da cestino. La ringrazio ancora del libro e ci segua e non è detto che la sue poesie non potranno comparire sul foglio!
Cordialità e buon Anno 2007
Antonio Coppola
" I FIORI DEL MALE"
Casella Postale, 273
San Silvestro - 00187 roma
Visti gli ultimi numeri del "Foglio" così attenti e preziosi fino nei minimi particolari, giuro che
seguirò ancora con attenzione il suo lavoro di ricerca intrapreso,
complimenti davvero e buon lavoro!
(Ricordo che il periodico può essere richiesto all'indirizzo sopra indicato allegando un francobollo di posta prioritaria).
Giancarlo Bianchi
Lettera a Giancarlo Bianchi
Caro Giancarlo,
ho letto il tuo libro Come una monodia durante l’estate. Pressanti impegni di lavoro e di famiglia non mi avevano permesso di farlo prima. Conoscendoti sapevo già che avrei trovato nelle tue poesie il profumo mistico che le contraddistingue, ma, questa volta, il titolo mi intrigava in modo particolare. Oltre al “profumo” mi ricordava il “canto”, l’armonia che tu così bene sai percepire nella realtà circostante. Non mi sono sbagliata. Ben presto sono stata catturata da un’atmosfera ancora più suggestiva di quanto potessi supporre. Leggendoti, quasi diventa palpabile la meraviglia che hai dentro di te e che riesci a comunicare con versi attinti al quotidiano linguaggio, ignorando spavaldamente tutto ciò che è moda o tendenza letteraria.
Meraviglia, come tu dici, che nasce quando Dio plana in noi; tutto quanto ci circonda, allora, non conosce più confini. Silenzio e solitudine, tempo e spazio, bellezza e gioia, perfino sofferenza e morte si tingono di una particolare Luce: “Si spalancarono i cieli/ stupenda avventura…”.
In una società tendenzialmente egoista, sprofondata nella depressione, incapace il più delle volte di cogliere il “senso” delle cose, tu ci fai un gran dono. Col linguaggio del cuore, con la forza della tua fede, cioè con il canto della tua anima, instancabile, ci aiuti ad aprire porte chiuse.
Grazie dunque per avere così arricchito quest’estate (ma non solo l’estate e non solo la mia...) e della tua calda, confortante amicizia, ampiamente ricambiata.
Alla prossima (speriamo presto)
Annalisa Macchia
Caro Giancarlo,
Premetto la mia modestissima capacità espositiva e compositiva nell'esporre impressioni e pensieri riflessivi scaturiti dalla lettura delle sue poesie. Ho aperto quindi il suo ultimo libro. La musicalità delle composizioni subito mi ha sommerso, il senso poi affiora piano. E così ho subito sentito l'esaltazione dirompente del suo senso della vita, così forte, da non considerare quasi il momento della fine, perchè tutto il suo fortissimo impulso vitale è sostenuto da una profonda concezione mistica, che la fa sentire parte del "tutto", ed al contempo,"tutto" è in lei. Tutte le sue emozioni, sentimenti, passioni sono pervasi, illuminati dai sublimi colori della natura, come un arcobaleno intenso, mobile. E queste continue radiosità la conducono a Dio.
Così il dolore e le sofferenze della vita, avviluppate, investite da tanto amore, dalla gioia del colore, della luce. Le albe, i tramonti, l'aria soave, il mare e le esplosioni di luce sul verde intenso di boschi, montagne e pianure. I suoi versi si librano al di sopra del mondo delle cose degli uomini. Esprime un vissuto che ha superato i tormenti umani, e, libero trasforma il dolore in gioia, come un uccello che vola alto e che si abbassa svolazzando ad osservare, comprensivo, partecipe di ciò che vede. I suoi versi hanno la forza e la dolcezza di chi si è già inserito in un paradiso, tutto questo con la forza e la potenza dell'amore. E pensare che io tante volte immagino i poeti, un pò maghi e saltimbanchi; i suoi versi danno un altissimo senso di luce e spazio infinito. Firenze, 8/01/08
Maria Conti
Cara Maria,
i doni che riceviamo attraverso l'ispirazione non ci appartengono,
fanno parte delle cose da condividere,
vi sono amici preziosi, che parlano con il cuore, ecco, lei ha parlato con il suo cuore della poesia che io, piccolo strumento nelle mani di Dio,
ho avuto la fortuna di scrivere
E, parole come le sue, creda, fanno bene all'anima,
grazie, veramente,
Giancarlo Bianchi
Alla mia maestra
Giuliana Casini La Nave
Sei scomparsa il 21 febbraio 2008. Il Signore ti ha chiamato a sè, lungo il viaggio verso il Suo volto ti sostiene la tua fede, come quando eri ancora in vita. Correva l'anno 1957 quando tu giungesti alla Scuola Villani in viale Donato Giannotti, Giuliana, maestra di vita e di cultura. Ti prendevi cura della mia anima e mi insegnavi con il tuo cuore, oltre che con la parola. Cito dal volume "Castro San Martino" a cura di Carlo Tagliaferri ediz. A e G. pag. 98 da un tuo saggio - testimonianza, dal titolo "Ricordi di Scuola": "Presi quindi gli accordi necessari con la Direzione didattica e così, in breve tempo, riuscii a radunare i miei "Nuovi pulcini".
Ecco, quando tu giungesti poi, come in dono ad insegnare alla Villani, io ero allora, come ora un tuo "pulcino" e, vi è sempre stata fra noi una perfetta sintonia di anime. Erano gli anni dove io, nel mio mondo segreto creavo, Tolkien in un suo saggio chiamò quel mondo: "Feeria". Creavo quella che sarebbe divenuta poi, la mia poesia. Tutto, sotto il tuo sguardo era come in un sogno. Come per "Giuseppe, figlio di Giacobbe", io, ora come allora sono un sognatore, il sogno, unica mia realtà. Cara maestra della mia vita, ora che tu sei nel sogno di Dio, che tutto vedi e che tutto nella costante preghiera puoi, ti chiedo di non dimenticare mai il tuo pulcino Giancarlo. Egli prova per te ancora oggi affetto e ora che sei in cielo, devozione e mai dimenticherò la tua scuola di vita. Un pensiero vada a tua figlia Francesca, tua unica figlia.
Ci sono tante forme di bene, lei è in realtà il tuo vero pulcino. Entrambi
faremo tesoro della tua saggezza che oltrepassa i limiti di tempo e spazio per giungere a noi dal regno della luce dove tu hai preso dimora per contemplare il vero Volto di Dio.
Con affetto,il tuo alunno,
Giancarlo
Carissimo Giancarlo,
Mi devo coprire il capo di cenere per non avere risposto prontamente all'invio del tuo libro "Come una monodia", di cui ti ringrazio. Mi sono successe un sacco di cose, brutte e belle, e tra feste e funerali m'è passato di mente. Il funerale, non ci crederai, era quello del mio cane, ignobilmente travolto da un pirata della strada. Era come uno di famiglia, mangiava in sala da pranzo insieme a noi, lui che era un canone maremmano lungo e grosso che sbattendo la coda faceva ballare sul tavolo piatti e bicchieri. Per giorni e giorni siamo stati a piangerlo e a sognare la notte la sua agonia lontano da casa e in mezzo alla strada, senza nessuno che gli tenesse la zampa. Ora stiamo meglio, anche se il vuoto lasciato è incolmabile. L'ho seppellito in giardino, all'ombra di un alloro, con una bella lapide e il suo nome. Non avrei pensato di patire così per un cane. Ma torniamo al tuo libro. Premesso che le mie scarse facoltà critiche cadono addirittura a zero quando si tratta di linguaggi e scritture lontane dalle mie, devo dire tuttavia d'aver trovato, pur nella grande differenza di scrittura, una singolare consonanza con i miei contenuti,quelli che il buon Mezzasalma chiama vocazione per l'invisibile, la trascendenza, la nostalgia verso il divino, di cui è sostanziato anche tutto ciò ch'io scrivo.
La prima parte del libro(Per le antiche scale) è addirittura un unico inno al Divino, che peraltro non nomini mai(come mai?). Il resto del libro, pur mantenendo sempre fortissimo l'anelito spirituale, mi pare si tinga maggiormente di sentimenti umani, di gioia terrena di vivere, di assaporamenti naturalistici. Perdona,se non mi riesce di cavarne altro: so di essere molto monocorde, tutto concentrato sui miei modi di scrittura narrativa; le poesie sparse mi sono un pò estranee, anche quando, come la prima parte del tuo libro, sembrano piuttosto un unico poemetto.
Ricambio la tua gentilezza con la mia ultima operetta frescadi stampa e ti saluto con un fraterno abbraccio.
Veniero Scarselli
Caro Veniero,
Gli animali sono i nostri secondi fratelli e con i loro occhi parlano alla nostra anima. Partecipo al tuo dolore e, se ne avrò occasione deporrò un fiore sulla tomba del tuo amico. Noi facciamo parte di un tutt'uno, il tuo pastore ora sarà di guardia con il suo corpo di luce a custodire il gregge dei pascoli eterni. Non nomino Dio perchè lui scorre nelle mie vene, è la vita e l'amore che dà il contrappeso ai corpi celesti, è la luce del sole, l'attesa della notte, la rugiada mattutina, le profondità degli oceani è un fuoco sacro, perchè chiamarlo per nome o citarlo? Nezami direbbe:" Tu che sei tutto e il creatore di tutti!" Caro Veniero,anche io ti abbraccio e ti auguro ogni bene, dal cuore,
Giancarlo
San Leolino, 20 gennaio 2010>BR>
Carissimo Giancarlo,
ho letto Nel tuo volto. A Mario Luzi, edito da Novecento Poesia. Complimenti per la simpatica plaquette, ma ancora di più complimenti per il tuo poemetto che è un bellissimo omaggio al magistero poetico di Luzi: continui a crescere nel tuo linguaggio poetico sempre più essenziale e intenso.
Un caro saluto anche alla tua famiglia, Giovanna e Filippo.
Tuo aff.mo Carmelo Mezzasalma
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